Roma-Inter, il cronometro segna 78' e 32" quando Nicolò Barella calcia dalla bandierina di sinistra con i padroni di casa in vantaggio 2-1. Sullo spiovente si avventa Marcus Thuram, che colpisce di testa ma trova un riflesso pazzesco di Mile Svilar che ribatte. Pallone vagante e Lautaro Martinez va anche lui di testa per il tap-in vincente ma trova la traversa. Si crea un mischione nell'area piccola, Andy Diouf non riesce a ribadire in rete e alla fine la difesa allontana la minaccia. Neanche il tempo di capire cos'è successo che Barella va a tenere vivo il pallone largo a sinistra, lo lavora e lo scarica dietro a Luis Henrique che di prima serve l'isolato Carlos Augusto. Controllo e cross in area. Lautaro tocca, Yann Bisseck arriva da destra e fa da sponda per il Toro che addomestica e calcia sul palo opposto, piegando le mani di Svilar. Due a due e corsa del capitano sotto lo spicchio dell'Olimpico riservato ai tifosi ospiti.

Simbolo argentino

Dal corner di Barella al tiro di Lautaro sono trascorsi esattamente 20 secondi, la rete si gonfia al 78' e 52". Venti secondi che riassumono la cattiveria agonistica di una squadra che ancora una volta, dopo aver rotto il vaso trova nella cassetta degli attrezzi il collante ideale per ricostruirlo. In quei 20 secondi è davvero successo di tutto, soprattutto quel batti e ribatti in area in cui la Dea Bendata ha voltato le spalle ai nerazzurri, che invece di trascorrere i secondi successivi con la mani nei capelli a imprecare contro la malasorte non si sono scomposti e sono andati a prendersi con forza ciò che volevano. E Lautaro è il simbolo di questa attitudine, che nella valutazione della squadra va ben oltre alcuni limiti tattici o tecnici che costano troppi gol subiti. L'argentino colpisce la traversa da un centimetro, lotta per riprendersi il pallone, poi vi si avventa due volte sul cross di Carlos fino ad avere la lucidità per superare il portiere serbo, strepitoso pochi secondi prima.

Occhio solo al tabellone

Carattere titanico di una squadra che pur andando sotto 0-2 per la quarta volta consecutiva si ricarica di energia e butta fuori dal campo i cattivi pensieri, con estrema fiducia nelle proprie qualità. Persino la Roma, la squadra più in forma del campionato, con una rosa di alto livello e sulle ali dell'entusiasmo, ha dovuto arrendersi alla reazione veemente, muscolare e feroce della belva ferita nerazzurra che non guarda in faccia all'avversario ma getta l'occhio solo al risultato fisso sul tabellone. E se Thuram nel finale avesse inquadrato lo specchio della porta, si parlerebbe di impresa epica dei ragazzi di Cristian Chivu in casa di una pari grado dal punto di vista calcistico sociale. Certo, bisogna migliorare tanto nella propria metà campo, iniziare sempre ad handicap eccome camminare sul filo e non sempre si riesce ad arrivare dall'altra parte (vedi Madrid). Ma finché l'Inter getterà sul verde quell'attitudine di 20 secondi, non ce ne sarà per nessuno.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 20:36
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.