Gianfelice Facchetti, figlio dell'indimenticato Giacinto, ha dedicato sulle pagine di Tuttosport un ricordo personale a Sandro Mazzola, partendo da una domanda che accompagna inevitabilmente tutta la storia dell'ex fuoriclasse nerazzurro. "Cosa ha voluto dire essere figlio di una leggenda del calcio e vestirne la medesima stoffa, caro Sandro? Cosa ha significato essere all'altezza del Capitano degli Invincibili, fino a camminargli accanto tra leggende del pallone?". Il riferimento è naturalmente a Valentino Mazzola, simbolo del Grande Torino e padre di Sandro.

"Da Valentino a Mazzolino"

Facchetti lega idealmente padre e figlio attraverso le città e gli stadi che ne hanno segnato il destino. "Da Valentino a Mazzolino, campioni per l'eternità a spasso sull'asse Milano-Torino, città teatro del loro destino, a far stropicciare gli occhi a chi li vedeva giocare da vicino". Dal Filadelfia a San Siro, fino ai grandi palcoscenici internazionali, due storie unite da un talento capace di lasciare un segno profondo con il Torino, l'Inter e la Nazionale.

Il ruolo decisivo di Benito Lorenzi

Nel ricordo trova spazio anche la figura di Benito Lorenzi, fondamentale per Sandro e per il fratello Ferruccio dopo la tragedia di Superga. "Fu il calciatore nerazzurro a prendersi a cuore le sorti di Sandro e del fratello Ferruccio dopo la tragedia, tenendoli vicini alla prima squadra nelle partite casalinghe nel ruolo di mascotte, facendo avere loro anche i premi partita". Lorenzi accompagnò poi entrambi anche nei primi passi all'interno del settore giovanile interista.

L'esordio nel 1961

Proprio nelle giovanili dell'Inter cominciò a emergere il talento di Mazzola, destinato in poco tempo a diventare uno dei simboli della storia nerazzurra. "Presto Sandro sarebbe sbocciato a soli diciannove anni in un giorno di giugno del 1961".

Sezione: News / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 12:14
Autore: Ludovica Ferrante
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