Roma-Inter è una partita che presenta due fasi nettamente differenti, con la Roma di Gian Piero Gasperini capace di imporre il proprio ritmo nel primo tempo e l'Inter protagonista dell’ennesima rimonta nella ripresa, grazie a una pressione maggiore sui difensori romanisti e una qualitá nel giropalla nettamente superiore al primo tempo. 

Mancano le distanze 

I giallorossi scendono in campo con un 3-4-2-1, affidandosi a Dybala e Soulé alle spalle di Malen e alla capacità di Koné di attaccare gli spazi centrali. L'Inter risponde con il consueto 3-5-2, con Lautaro Martínez e Thuram in avanti e Barella, Zielinski e Curtis Jones per creare giock. La Roma parte con maggiore aggressività, sfruttando il pressing e le combinazioni sul lato destro, dove Molina accompagna l'azione e Dybala può ricevere in posizione più avanzata. Il primo gol nasce proprio dalla connessione tra l'esterno argentino e Koné, che attacca l'area e conclude alle spalle di Josep Martínez. L’approccio dell’Inter è da rivedere: i nerazzurri non riescono a trovare le distanze giuste e sono travolti dal furore romanista che attacca a tutto campo con tutti gli affettivi. La squadra di Gasp mantiene una buona organizzazione e continua a creare pericoli, salendo in pressione uomo a uomo a tutto campo sui portatori interisti. Il raddoppio al 37', ancora firmato da Koné, evidenzia la capacità dei giallorossi di occupare l'area con più uomini e sfruttare le seconde palle. Balerdi e Hermoso garantiscono aggressività nella linea difensiva, mentre Cristante lavora davanti alla difesa per sostenere la pressione e limitare le ricezioni nerazzurre tra le linee. Barella assume un ruolo importante nella gestione delle seconde palle e nel sostegno alla pressione, mentre Zielinski cerca di dare ordine alla costruzione e di collegare il centrocampo con il reparto offensivo. Bastoni prova a contribuire alla prima impostazione, ma deve anche prestare attenzione alle transizioni della Roma, soprattutto quando Dybala e Soulé riescono a ricevere alle spalle dei centrocampisti. Sul fronte giallorosso, Cristante rimane un riferimento per l'equilibrio della squadra, facendo anche tante corse indietro per dar manforte al terzetto difensivo, mentre Molina e Wesley cercano di garantire ampiezza e profondità.

Svolta immediata 

La svolta a favore dei nerazzurri arriva appena l’arbitro fischia l’inzio della ripresa, quando l’Inter accorcia le distanze al 46' con Lautaro Martínez, servito da Thuram dopo una ripartenza. La rete modifica l'inerzia della partita e restituisce ai nerazzurri maggiore fiducia nella fase offensiva. Thuram diventa più coinvolto nella costruzione delle azioni, alternando movimenti in profondità e ricezioni sul lato sinistro, mentre Lautaro attacca con maggiore continuità la zona centrale dell'area. Ma la ThuLa si alternanin questi movimenti con grande dinamismo e sintonia. Chivu interviene anche attraverso i cambi, inserendo Sucic, Carlos Augusto e Luis Henrique per aumentare la qualità della gestione e l'intensità sulle fasce. Carlos Augusto offre maggiore spinta sulla corsia mancina, mentre Sucic contribuisce alla circolazione del pallone e alla ricerca di soluzioni tra le linee. La Roma, invece, prova a difendere il vantaggio attraverso gli ingressi di Ndicka, Pisilli e Rensch, ma progressivamente perde parte della fluidità mostrata nella prima frazione. Svilar è determinante nel mantenere la squadra in partita, mentre Malen cerca di sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa interista in ripartenza.

Contrasto netto

Il finale evidenzia quindi il contrasto netto tra la Roma del primo tempo, aggressiva e capace di attaccare gli spazi con Koné, e un'Inter che nella ripresa aumenta la pressione attraverso la mobilità degli attaccanti e l'apporto dei cambi. Il 2-2 dell'Olimpico racconta così una partita divisa in due tempi: la superiorità della Roma nella prima frazione e la reazione dell'Inter nella ripresa, con Koné e Lautaro protagonisti assoluti di una partita che regala emozioni e certifica i sogni scudetto di entrambe.

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 13:11
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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