Avrebbe dovuto essere uno dei maggiori colpi di Sandro Mazzola da dirigente dell'Inter, ma poi l'affare non si concretizzò per vari motivi e alla fine Michel Platini passò alla Juventus dove scrisse tante pagine di gloria del club bianconero. Ai microfoni de Il Giornale, Le Roi esprime il suo ricordo dell'ex attaccante della Grande Inter scomparso ieri: "Il ricordo è ancora forte. Seguivo le partite dell’Inter, le finali di coppa dei campioni, quelle erano trasmesse in Francia e quelle portavano i tifosi nella sala de Le Café des Sports, il bar di mio nonno Francesco, a Joeuf dove ero nato. Partite bellissime, noi dicevamo che quello dell’Inter era catenaccio ma a vedere Mazzola correre, velocissimo, in contropiede e segnare gol era un piacere. Era la sua caratteristica, spesso lasciato solo là in attacco, sapeva venir fuori con intelligenza e movimenti rapidi, il suol football era efficace. Dunque l’Inter, nel tempo della mia adolescenza, era la squadra di riferimento". 

Platini racconta poi come nacque l'approccio coi nerazzurri: "Quando il dirigente osservatore osservatore della società milanese, Giulio Cappelli, incominciò a frequentare Joeuf, prese a seguire le partite del Nancy, volle parlare con i miei genitori, compresi che la curiosità e l’ammirazione si potessero trasformare, per me, in un possibile futuro interista. Le relazioni di Cappelli furono positive, così vennero a trovarmi a casa, Giancarlo Beltrami e Sandro Mazzola, fui emozionato al primo incontro trovandomi di fronte il calciatore che seguivo soltanto sul televisore in bianco e nero e adesso era un dirigente del club di Fraizzoli. Mazzola mi colpì per la simpatia immediata, nessun giro di parole, mi proposero di trasferirmi a Milano, firmai anche il contratto di cui conservo una copia ma le frontiere erano chiuse, Ivanhoe Fraizzoli fu costretto a cambiare obiettivi. Quando passai alla Juventus non ebbi più occasione di incontrare Mazzola, forse perché le nostre strade si erano separate, ormai avversari, lui da dirigente e io da calciatore. La sua scomparsa mi lascia profonda e sincera malinconia, con lui se ne è andata una fetta della mia giovinezza". 

Sezione: Focus / Data: Dom 20 settembre 2026 alle 15:50
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.