Yvan Le Mee, agente di Yanis Massolin, racconta in esclusiva a FcInterNews.it le peculiarità del suo assistito, come uomo e calciatore, sottolineando con forza anche come l’Inter abbia deciso di investire su di lui perché crede fortemente nelle capacità dell’atleta. “È un ragazzo serio, appassionato di calcio. Suo padre è stato un calciatore professionista. Per una questione di DNA, cultura e educazione è proprio un figlio d’arte, proviene da questo contesto. In più è un mix di nazionalità, lui francese, il padre è dalla Martinica, la mamma dall'Algeria e ha un nonno spagnolo. Possiede solo il passaporto francese, ma davvero proviene da una famiglia multiculturale. In campo è un fantasista, un numero 10 di un metro e 97 centimetri, di 91 chilogrammi. Mancino, tecnicamente è fortissimo, ha una visione di gioco importante, vede le cose prima e il suo piede sinistro è particolarmente educato. Salta l’uomo e crea la superiorità numerica. Si è così strutturato al Modena, perché come si lavora in Italia, non avviene da nessun’altra parte. Parte fisica, parte tecnica, 'follia' dei dettagli, in Italia si cresce per forza. In realtà ha ricoperto più posizioni, ha giocato anche come regista, esterno d’attacco, mezzapunta, in Francia volevano capire dove potesse far fruttare al meglio le sue doti. Nella stagione appena conclusa ha agito prettamente dietro la punta, ma all’Inter è stato preso per giocare da mezzala, dove lo vediamo benissimo”.
Classe 2002, perché non è arrivato prima nel grande calcio?
"Ha avuto un percorso particolare, non si è formato in un’accademia, o in un centro di formazione, aveva bisogno di lavorare. Massolin ha iniziato al Moulins, dove giocava e si allenava con compagni che magari facevano un altro lavoro. L’abbiamo portato dalla quarta serie francese alla prima divisione: al Clermont Foot non ha trovato molto minutaggio solo perché la squadra ha disputato la stagione della vita, classificandosi settima in classifica. E nel suo ruolo c’erano pure l’ex Roma Gonalons e il figlio dell’allenatore… Così il passaggio successivo è stato in Belgio, al Francs Borains. Qui, dopo aver firmato un triennale, ha mostrato le sue qualità”.
Attirando l’interesse del Modena.
“E non solo. Il Modena ha investito su di lui, tra parte fissa e bonus, circa un milione di euro, una bella cifra per la Serie B. Questo perché i dirigenti hanno mostrato competenza e coraggio. Però le svelo anche un’altra cosa, in precedenza esisteva l’interesse dalla Juventus, per la seconda squadra bianconera, Chiellini stima Massolin, mentre quando è andato in Belgio è finito sul taccuino di Moncada per il Milan Futuro. Nessun Paese ti fa lavorare a livello fisico come in Italia: questo è il motivo per cui siamo andati al Modena, il club perfetto per lui, una prima squadra di livello. In passato ho concluso tanti accordi di altri miei assistiti con le società italiane, avevo ad esempio portato Lemina alla Juve, ho ma ora di fatto abbiamo replicato quanto accaduto in passato con Bonny: io ero l’agente dell’attaccante dell’Inter. Se non lo avessimo portato a Parma e non avesse lavorato lì, non credo che sarebbe arrivato in nerazzurro a questo altissimo livello. Questo passaggio è stato fondamentale per il giocatore e lo sarà anche per Massolin”.
Ora Massolin deve dimostrare di essere da Inter.
“Tutta la trattativa con l'Inter è stata basata su questa prerogativa. Lo volevano anche PSV e Villarreal, ma sono convinto che all’Inter potrà dimostrare tutti i suoi margini di miglioramento. Andrà in Germania, in ritiro con Chivu, poi Hong Kong e in Australia, giocherà le varie amichevoli convinto di poter far bene e con l’obiettivo di restare nerazzurro. A fine agosto poi Chivu farà le sue valutazioni: se pensa possa rimanere, sarà così. Se invece l'allenatore dovesse dire che è un buon giocatore, forte, ma non è pronto per disputare 20 partite con l’Inter, meglio farne in prestito 35 da un’altra parte in Serie A. Quando leggo che sia una pedina di scambio definitivo con altre società, mi girano, è una grandissima cazzata. Perché l’Inter avrebbe dovuto investire su di lui e lasciarlo partire senza nemmeno dargli un’occasione? Farà la guerra tutti i giorni per dimostrare le sue qualità. E aggiungo una cosa, per lui sarà più facile agire in A piuttosto che in B. In serie A non puoi mettere 3 giocatori su di lui come accadeva quest’anno al Modena. Avrà più spazio per giocare e farà vedere di che pasta è fatto”.
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