In una lunga intervista concessa a Il Giorno, Josep 'Pepo' Martinez ha parlato della sua avventura negli ultimi due anni all'Inter. La terza stagione sarà per lui accompagnata da una piacevolissima novità: la titolarità tra i pali, conquistata dopo l'addio di Sommer.

"Due anni che aspetto un'opportunità come questa"

Proprio dalla titolarità in arrivo è partito Martinez: "Da due anni sono qua a imparare e migliorare, aspettando un’opportunità come questa. Non vedo l’ora che arrivi la prima di campionato per riassaporare il calcio ‘vero’". In questi due anni lo spagnolo ha raccolto 21 presenze in nerazzurro, di cui 10 in Serie A, 9 in Coppa Italia, 1 in Supercoppa e 1 in Champions League. Il titolare, però, era Yann Sommer. "Devo ringraziare Yann per questi anni. Ora è arrivato Provedel, c’è anche Di Gennaro. Tra noi portieri e i preparatori c’è un bel rapporto", ha svelato l'estremo difensore ex Genoa.

Fare il secondo portiere per Martinez non è stato facile. Ha raccontato: "È dura, ma se vuoi essere in una grande squadra devi lavorare e attendere l’occasione, come quelle che ho avuto io. Se non lo fai bene, non riesci a fare il passo successivo". Da una parte, dunque, la difficoltà legata allo scarso impiego, dall'altra la consapevolezza del fatto che lo spazio vada conquistato. Sulla prossima stagione invece ha spiegato: "Vorrei riuscire a fare lo stesso (Scudetto e Coppa Italia) da primo portiere e arrivare in fondo anche in Champions League".

Sull'incidente stradale: "Esperienza dolorosa, non la auguro a nessuno"

La parte iniziale della stagione 2025/2026 ha visto Martinez protagonista, suo malgrado, di un tragico incidente stradale a Fenegrò, non lontano da Appiano Gentile, che ha portato alla scomparsa di un uomo di 81 anni. La carrozzina su cui si trovava l'uomo è infatti finita in strada, proprio mentre sopraggiungeva Martinez. Lo spagnolo ha detto: "Sicuramente è stata un’esperienza molto dolorosa, non la auguro a nessuno. Sono molto vicino ai familiari della vittima. Oggi devo ringraziare tutti per l’affetto ricevuto: tifosi, amici, compagni. Umanamente è un'esperienza che mi ha fatto crescere, ora cercherò di mettermela alle spalle: bisogna andare avanti".

I compagni e la dirigenza sono sempre stati vicini a Martinez, che ha raccontato: "Dal primo giorno ho sentito affetto e ricevuto aiuto, non sarei potuto uscire da solo da questa situazione. È stato un periodo difficile. Quel che mi passava per la mente era un pensiero fisso: è stato il destino. Mi chiedevo perché fosse toccato a me essere lì in quell’istante”. Nonostante tutto, l'ex Genoa non ha mai pensato all'addio: "Sinceramente tutta questa vicenda mi ha toccato, però non ho mai pensato di smettere o di andarmene".

Champions? "Conta essere uniti. Lautaro il più forte contro cui ho giocato"

Sulla possibilità di riportare a casa la Champions ha spiegato: “Come tutte le squadre che vincono, conta essere uniti. Da anni lavoriamo su questo. Abbiamo fatto dei bei percorsi in Coppa, vogliamo tornare lontano con le nostre idee e il nostro gioco. Questo obiettivo non ci deve togliere il sonno, ma dev’essere il sogno”. Su un suo modello nerazzurro del passato, Martinez ha risposto: " Scelgo Julio Cesar, grande portiere sia nel Brasile che in maglia nerazzurra".

'Pepo' ha poi parlato dei compagni: "Lautaro è il più forte, per fortuna gioca con noi, ma anche Thuram mi ha impressionato. Pio lo soffro in allenamento e lo aspetta un grande futuro e un grande presente. E' umile". Su Chivu infine ha detto: "Non è facile prendere una squadra e fare subito bene dopo che l’anno prima eravamo arrivati in fondo a tutto senza riuscire a vincere. Ci ha dato grande fiducia nel momento di difficoltà,è stato fondamentale”. Sull'arrivo di Spence, con cui ha giocato al Genoa, invece ha detto: "Può darci una mano, aveva un gran potenziale già allora". Infine, non si fanno paragoni: "Siamo forti, non dobbiamo paragonarci a nessuno. Noi dobbiamo fare il nostro e se accadrà possiamo toglierci grandi soddisfazioni"

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 23 luglio 2026 alle 18:08
Autore: Alessandro Savoldi
vedi letture