Riparte dal match interno contro il Club Brugge la corsa in Champions League dell'Inter di Cristian Chivu. Che come consuetudine della vigilia, si presenta davanti ai cronisti presenti al centro sportivo di Appiano Gentile per la rituale conferenza stampa. Queste le dichiarazioni del tecnico nerazzurro in merito al match contro i belgi e non solo:

Quale percezione c'è della Champions quest'anno? Tanti giocatori si sono esposti e anche Marotta ha detto che è un sogno vincerla.

"Questo è lo status di una società che te lo impone, devi raggiungere tutti gli obiettivi. Ma quando si tratta di sogno non vuol dire che si possa raggiungere, bisogna trasformarlo in responsabilità nel fare un gran bel lavoro per migliorarsi collettivamente e come individuo ad ogni allenamento per poter avere un'opportunità nel raggiungere un sogno così importante come vincere la Champions. Parlare di sogni non vuol dire parlare di vincere, ma di una certa responsabilità nel capire lo status di una certa società che ti impone grandi obiettivi. Questo senza perdere di vista il lavoro e il percorso, ingredienti che servono per raggiungere un obiettivo del genere. Non esiste una ricetta, non ci sono soldi che comprino un trofeo così importante o giocatori e allenatore che te lo garantiscono. L'unica certezza è lavorare e avere anche il coraggio di sognare ma come lavori per raggiungere quel sogno è la cosa più importante".

Su Lautaro, Calhanoglu e cambi di formazione.

"Qualche cambio ci sarà. Calhanoglu sta bene, ero rimasto stupito dalla domanda post gara sabato perché è uscito bene per me; aveva preso una piccola botta ma sta bene, ha messo il ghiaccio precauzionalmente. È a disposizione".

Spence è pronto per giocare un'ora?

"Ha una settimana di allenamento e i 25 minuti giocati col Parma, poi ha avuto ieri mentre oggi non considero la rifinitura un allenamento per aumentare la condizione quanto piuttosto aggiungere brillantezza per domani. Sta crescendo, mi fa piacere che si sta sciogliendo la rabbia avuta per i problemi che gli hanno impedito di partecipare al primo mese di stagione. Quei 25 minuti di sabato ne hanno aumentato l'adrenalina e autostima, anche per la responsabilità nei confronti dei suoi compagni; sono contento come tutti noi di averlo a disposizione".

Come ha ritrovato Bastoni dopo la Nazionale che lo ha riportato ai fasti di un tempo?

"Non torno sull'ingiustizia, su quello che ha dovuto vivere, sulle reazioni avute e il playoff di marzo con l'Italia. Sappiamo tutti il suo valore, la sua personalità messa a disposizione nostra e anche dell'Italia dove ha segnato due gol importanti. Ma non doveva dimostrare qualcosa a qualcuno facendo ciò che ha fatto, è sempre stato un giocatore di valore. Spesso ci si dimentica che bisogna prendersi cura dei nostri giocatori, di quelli che rappresentano l'Italia. Non è tutto roseo per le problematiche avute dalla Nazionale, ma Bastoni è un patrimonio nostro e dell'Italia".

Cosa identifica come aspetto da migliorare?

"Abbiamo imparato che vanno date valore alle cose che facciamo con tanta fatica, che nulla è scontato, non sottovalutiamo nessuno. Abbiamo raggiunto una mentalità che ci porta a entrare in campo con tanta responsabilità, l'atteggiamento giusto anche se quello si può migliorare, la determinazione e la voglia di essere dominanti, la responsabilità giusta per portare la partita a buon fine. Abbiamo margini di miglioramento per la nostra visione e ambizione, dove le cose si possono e devono fare meglio; parlo di un gruppo di calciatori di altissimo valore dove la competizione interna alza il livello dell'allenamento e delle nostre ambizioni. Era quello che volevamo ma una società importante deve avere questo tipo di ragionamento e costruire una rosa come la nostra. Anzi, anche lì dal mio punto di vista si può migliorare ma non è una critica verso la società". 

Ora l'Inter ha un percorso sulla carta agevole in Europa, c'è la consapevolezza di non poter avere distrazioni?

"Guardiamo di gara in gara, sono sette partite ma questa è la prima. Non ci permettiamo di guardare avanti, la partita più importante è quella di domani contro una squadra ambiziosa, propositiva in entrambe le fasi, brava nell'attaccarti con tanti uomini in fase di possesso e nel prenderti alto. Non sarà semplice ma ne siamo consapevoli, nessuna partita è semplice in Champions".

Che effetto le fa ritrovare Sommer col quale ha vinto due trofei l'anno scorso?

"Più che i trofei vinti, è quanto ha fatto in tre anni all'Inter, il livello raggiunto, la professionalità, la serietà data alla squadra e il rispetto verso tifosi e società. Bisogna ringraziarlo per questi tre anni per la professionalità e il valore aggiunto, ci ha permesso di vincere e raggiungere palcoscenici importanti a livello europeo. Si può solo dirgli grazie per quello che ha fatto per noi". 

Pensa che in Europa serva un atteggiamento diverso in campo o la strada italiana porterà frutti in Europa?

"Quindi mi chiedi se è meglio aspettare o essere propositivi, ho capito... Non decidiamo noi, partiamo con la nostra mentalità e identità poi è l'avversario che ti porta a fare determinate scelte così come il momento di una partita. A Madrid per i primi 20 minuti abbiamo quasi dominato senza subire niente e creando tre situazioni, poi il gol subito ci ha portato ad avere un atteggiamento diverso nell'andare a ribaltarla. Non è solo noi, voglio provare a trasmettere coraggio e fiducia al gruppo che ha come obiettivo quello di mantenere un livello alto e il loro valore individuale messo a disposizione del gruppo; se vado davanti alla squadra dopo che ho predicato di essere propositivi e dico loro per una partita di aspettare e speculare ci facciamo il segno della croce. Raccogliamo quello che meritiamo, questa è l'essenza di una partita di calcio. Si va avanti facendo a volte errori ma con la determinazine e la consapevolezza di poter ribaltare le parole. A volte non riesci perché subisci un po' di più ma se dobbiamo perdere vogliamo scegliere noi come farlo, e non perché gli altri ti mettono in difficoltà".

Col Parma quelle che vengono erroneamente chiamate seconde linee hanno fatto una partita maiuscola, queste forze potranno essere determinanti anche in Champions?

"Non mi piace parlare di prime o seconde linee, ma di un gruppo che si sceglie in base all'energia, al lavoro, all'avversario, al fatto che si gioca ogni tre giorni, all'aspetto mentale di tanti ragazzi rimasti lontani tre settimane per gli impegni delle Nazionali con le pressioni di un Paese intero per i risultati. Si parla di tante cose, ma io non parlerei di prime o seconde linee; si parla di un gruppo che vuole essere competitivo, che migliora il compagno di reparto magari candidato a partire dall'inizio, che alza il livello dell'allenamento. Voglio sottolineare l'importanza dei cambi, col Monza l'abbiamo cambiato coi cambi e anche col Napoli hanno fatto la differenza, così come fatto l'anno scorso col Como in Coppa Italia. Questo gruppo capisce che bisogna remare dalla stessa parte e quanto sia importante perché la stagione è lunga, c'è bisogno di energia soprattutto per la nostra visione e identità". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 14:53
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.