Rafa Benitez ha rilasciato in esclusiva un‘intervista a La Gazzetta dello Sport, grazie alla quale i tifosi nerazzurri lo potranno conoscere meglio. Il tecnico spagnolo non vede l’ora di cominciare la nuova stagione e promette una squadra diversa, più alta, magari che possa tenere più il pallone oltre alle solite e fulminee verticalizzazioni. Idee precise insomma per un’Inter che, oltre a vincere, vorrebbe anche giocare un calcio migliore col possesso di palla. La prima sfida di Rafa è capire se la squadra vuole imparare qualcosa di nuovo: “Non siamo ancora al completo, ma quei giocatori che ci sono, sono predisposti a fare ciò che chiedo. Vorrei vedere un’Inter diversa che gioca meglio a calcio, più alta e con più possesso palla, e questo mi è stato chiesto anche dalla stessa squadra. Ho visto l’Inter lo scorso anno ed era letale nelle verticalizzazioni. Quest’anno proveremo a tenere più palla”. Si parla di modulo tattico. Benitez ne dà due: “Si può giocare con un 4-3-3 o un 4-2-3-1. Vorrei portare Cambiasso più avanti, perché avere due centrocampisti difensivi significa abbassare troppo la squadra ed i reparti rimangono distanti”. Eto’o avrà ancora voglia di sacrificarsi per la squadra? “Ho parlato con Samuel. Un grande professionista e mi ha detto di essere pronto a fare il bene della squadra. In ogni caso, giocando più alti, lui dovrà coprire di meno in zona difensiva”. Sulla gestione dello spogliatoio: “Insegno calcio e mi piace parlare, far capire ai miei cosa si deve fare”. Sui casi mercato Balotelli e Maicon: “Come dice Luis Molowny, un vecchio dirigente del Real Madrid, aspettiamo e vediamo”.

Inevitabilmente ci saranno paragoni con Mourinho: “Lo so, ma credo che a livello di gioco, si possa migliorare. Quello che vorrei fare è un progetto per il futuro dalle solide basi”. E se incontrasse Mourinho in Champions:“Voglio vincere; contro chi cambia poco. Ho rispetto per chi ha lavorato prima di me. Mourinho poi all’Inter ha trovato il buon lavoro di Mancini e a Londra, al Chelsea, di Ranieri”. Non ci si aspettano da Rafa frasi d’insofferenza sull’Italia: “Qui ho trovato cose che mi piacciono. Un presidente che vuole costruire qualcosa di concreto. Vorrei restare molto tempo”. Differenze tra Inter e Liverpool: “Sono due realtà molto simili, abituate a combattere contro tutti. Perciò hanno dato vita ad una mentalità molto forte e vincente. A Liverpool ho fatto sempre la guerra insieme ai miei tifosi. Se c’è necessità lo farò anche qui. Rispetterò sempre l’avversario e soprattutto il tecnico avversario. So quanto è difficile questo lavoro”.

Rafa si accorse di essere tecnico molto presto: “A 13 anni tenevo un quaderno con rose, statistiche e gol. A 16 giocavo ed allenavo i miei compagni. Quando giocavo in C, ero l’allenatore in campo. Papà mi diceva ‘Parla meno e segna di più’ . I suoi idoli da ragazzo: “Senz’altro Beckenbauer. Da allenatore senza ombra di dubbio Sacchi, ma stimo molto Capello e Ranieri”. Sui giovani: “E’ chiaro che proveremo a lanciarli. Tutti dicono di voler farli giocare, ma in realtà pensano solo a vincere”. In Spagna fanno entrambe le cose: “Lì è più facile. Il Barcellona ha però aspettato tanto. Al Real è dura. In Inghilterra c’è pazienza. Io dicevo di cercare i ragazzi di cuore, ma di Raul, Gerrard e Rooney ce ne sono pochi”. In Inghilterra nemmeno uno scudetto: “Al mio primo anno feci 82, un record per i Reds. Tre anni dopo ne feci 86 e lo United a 90. C’erano 100 milioni di differenze tra noi e loro. Più di così…”. Il mercato delle avversarie: “Questo è il calcio. C’è crisi”. Su chi teme: “Non faccio nomi. Il mio modello in Europa è il Barcellona, qui in Italia è l’Inter”. Il giocatore che avrebbe sempre voluto al suo fianco: “Milito sin dai tempi di Saragozza. Pellegrino me ne parlava sempre”.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 20 luglio 2010 alle 08:35 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alberto Casavecchia
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