Nel corso di un recente puntata del podcasta BSMT, l'ex calciatore Christian Vieri ha raccontato alcuni aneddoti della propria carriera e della propria vita attuale. Nel corso della chiacchierata, l'ex attaccante dell'Inter ha menzionato alcuni protagonisti della storia interista, tra i quali Ronaldo, Pio Esposito e capitan Lautaro Martinez. 

Cosa avresti fatto a livello social per raccontare Ronaldo il Fenomeno? 
"Avrei fatto tanti video mentre si allenava per far vedere alla gente quanto era forte visto che potevano ammirarlo solo durante le partite: è vedendo tutti i giorni un giocatore allenarsi che capisci quanto è forte. Tutti parlavano della sua tecnica, ma era un centometrista e aveva la capacità di fare talmente tante finte che non faceva capire dove voleva andare: si fermava e ripartiva e per farlo ci vuole tecnica, forza e resistenza. Se non hai mai giocato con lui direbbe senza dubbio che era un dono che Dio aveva messo sulla Terra per giocare a calcio. Nel calcio di oggi avrebbe avuto vita più facile perché avrebbe preso meno colpi, avrebbe avuto più rigori da tirare e così via. Oggi il calcio è cambiato perché i difensori non ti possono più toccare mentre 20 anni fa uscivi dal campo che non riuscivi a camminare. Oggi sei più libero di giocare". 

Che ne pensi di Lautaro Martinez?
"A me piace molto: ma non perché gioca nell'Inter, ma perché è uno che lotta sempre. Gli argentini sono lottatori, non c'è niente da fare: danno tutto per la maglia. Lautaro è uno che lotta per se stesso e per la sua squadra: fa gol, fa far gol e gioca per la squadra. In semifinale dei Mondiali contro l'Inghilterra è stato devastante: ero lì, correvo ed esultavo. Se tu mi chiedi lui è quello che mi piace più di tutti: ha tutto e dà tutto. Perché non ha giocato in finale contro la Spagna? Da quello che ho capito si sono fatti male tre difensori, sennò l'avrebbe messo l'allenatore. Io lo vedo tutte le mattine a scuola, è sempre carino ed educato". 

Secondo te è vero che i giovani in Italia non vengono fatti giocare?
"Quelli bravi giocano quasi sempre. Prendi Pio Esposito: molti dicevano che non fosse pronto per giocare a San Siro a 21 anni, ma se non li lanci non lo saranno mai. Se lo fanno giocare magari segna un gol e va bene, ma se lo fanno giocare e non segna per due o tre partite poi non gioca più. La nostra mentalità è questa, ma per fortuna in nerazzurro sono stati bravi a riportarlo a casa dallo Spezia facendogli fare un balzo enorme: a quell'età ho visto solo Ronaldo giocare a San Siro perché non puoi permetterti di sbagliare un stop. Il mondo è una cosa, San Siro è un'altra cosa. Deve farsi la sua esperienza e dico anche che inizierà a fare 20/25 gol tra due o tre anni perché ancora non è pronto. Sarà forte? Sarà fortissimo". 
 

Sezione: Focus / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 21:30
Autore: Carlo Alberto Gamba
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