Maicon è stato protagonista del format di Amazon Prime Video 'Fenomeni'. Nel corso della lunga chiacchierata con Luca Toni, l'ex terzino brasiliano ha rivissuto, attraverso le immagini più significative, alcuni momenti della sua carriera. Che ha avuto il suo culmine nelle stagioni all'Inter, un'avventura cominciata con la folle finale di Supercoppa italiana vinta con la Roma: "Una partita assurda - il ricordo del Colosso -. Quando ho fatto le scale di San Siro mi tremavano le gambe, lì non ci avevo mai giocato prima. San Siro è impressionante già dall'esterno. La Roma fece un primo tempo pauroso, perfetto. Io ero in panchina poi Mancini mi ha messo dentro. Io non avevo paura, abbiamo ribaltato la partita: è stato incredibile. Sono stato accolto benissimo, Zanetti mi ha detto 'stai calmo lì, aspetta il tuo momento'. Era un capitano vero". 

Il livello della squadra si alzò dopo il mercato.
"Moratti ebbe l'opportunità di prendere Ibra e Vieira perché la Juve andò in Serie B. Moratti per me è stato come un papà, è impressionante. E' di una semplicità pazzesca, ma sapeva anche essere duro. Rimarrà sempre nel mio cuore. Con lui non ho mai litigato".

Il primo scudetto a Siena.
"L'Inter non vinceva da tempo. Moratti ci disse che voleva lo scudetto già a febbraio, non essendoci concorrenza. Il Milan era a -16, la Juve era in B. Poi lo abbiamo vinto a marzo. Ibrahimovic era impressionante, faceva la differenza. Aveva grande personalità, venendo dalal Juve e dall'Ajax".

Il rapporto con Mancini. 
"Buono, come con tutti gli allenatori. Non ho mai avuto problemi con nessuno".

I derby.
"Noi brasiliani dell'Inter ci vedevamo sempre con quelli del Milan, a parte nella settimana del derby. Mi ricordo il primo: abbiamo vinto 4-3, è stato il più bello della mia vita. C'era Kakà che mi diceva: 'Ora vedrai'. L'ho beccato in nazionale e gli ho detto: "Hai visto che ho vinto io...'. Il derby del 4-2? Sono andato ad esultare da un mio amico con cui avevo fatto una scommessa: gli ho detto che avremmo vinto e avrei segnato". 

Il Triplete nasce dal 4-0 col Milan?
"No, era solo la seconda giornata".

La vittoria in semifinale col Barcellona ne 2010.
"I giocatori devono crederci sempre, poi avevamo un allenatore che ci ha messo in testa che potevamo farcela. Mourinho è un allenatore particolare, magari non ti dice neanche buongiorno ma ti fa allenare da Dio. Quell'anno incontrammo il Barcellona quattro volte, noi avevamo programmato di perdere là per arrivare secondi, aveva fatto un calcolo perfetto Mourinho. Passammo grazie alla vittoria di Kiev, poi battendo il Rubin Kazan. Volevamo incontrare il Barcellona in semifinale. Ma non era immaginabile un percorso così. Però Mourinho ci ha detto questa cosa qua nello spogliatoio. Il Barça era la squadra più forte al mondo e a San Siro fanno l'1-0 con Pedro. La partita, però, cambia dopo il gol di Snejider. Anche loro avevano paura di noi, avevamo Wes che era in una forma eccezionale. Per non parlare di Samuel e Milito. C'era rispetto tra le due squadre. Al Camp Nou non mi ricordo come è andata (ride, ndr)".

L'espulsione di Thiago Motta al ritorno.
"In albergo, dopo il pranzo, facciamo una passeggiata in albergo e Thiago mi dice che conosceva i giocatori del Barcellona. Io gli rispondo: 'anche loro ti conoscono'. E dopo 25' lo buttano fuori, quindi gli ho detto: 'cosa hai fatto?'. In 10 contro 11 ci siamo messi tutti a difendere, sembravamo 8 contro 12. Guardavi i secondi che passavano lenti. Il tempo sembrava fermarsi. A fine partita, Mourinho è impazzito e ha fatto quella corsa in campo. Non so cosa sia successo. Poi c'è stata una festa impressionante, negli spogliatoi c'era gente che piangeva".

La finale di Madrid.
"Avevamo più fiducia del Bayern, poi non c'era Ribery e questa fu una fortuna. Ero contento quando ho saputo della sua espulsione. Andava a mille all'ora, come Robben dall'altra parte. E' stata la vittoria più importante della mia carriera. Io sono rimasto solo nello spogliatoio, con una birra. Il nostro volo per tornare a Milano era l'ultimo, ed era alle 6. Non ho parole per ricordare questo momento". 

Sezione: Focus / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 16:53
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.