Se il Conte (Ter) di Palazzo Chigi si è infranto all'ultimo miglio delle trattative di Palazzo, mandando in frantumi il governo giallorosso, il Conte del The Corner a capo del governo neroazzurro è sempre più solido. A dare l'annuncio - o meglio l'indiscrezione - di quello che potrebbe essere e sarà il capitolo 'terzo' è la Gazzetta dello Sport nell'edizione di ieri, 6 marzo 2021, dove in prima pagina titolava: "ConTer resterò" (non a caso). Un gioco di parole tra Conte e Inter, con l'aggiunta di "resterò", che riprende le note di un grande interista quale Andrea Bocelli che nel 1995 cantava "Con te partirò". All'Inter però la partenza è ben che innescata, la marcia ingranata e la corsa più che avviata. Una corsa che a quanto pare non conduce soltanto al potenziale scudetto, rincorso già nella scorsa stagione e svanito ad un passo così (uno di numero, non di retorica), ma ad un Conte ter che fino a qualche mese fa sembrava impensabile quanto implausibile.

Una crisi di governo che si era aperta al termine di una gara che sul campo (dell'Atalanta) aveva conferito al governo una fiducia per diritto con tanto di maggioranza raggiunta con i due voti del deputato Young e del senatore a vita D'Ambrosio, ma che Conte non sentiva come assoluta e al termine dell'altro match (quello di Colonia), finito non come auspicava, il premier nerazzurro è salito al Colle (non del Quirinale ma di Somma Lombardo). Le dimissioni (o presunte tali), però, sono state rigettate e dopo un ulteriore giro di consultazioni, si era trovata la quadra per un percorso con tanto di riforme condiviso in sede parlamentare che in conclusione aveva convinto il premier incaricato ad accettare ancora una volta l'incarico e sciogliere definitivamente la riserva.

Tra nomi già presenti nel precedente CdM e new entries, il governo Conte bis prende definitivamente forma il 5 ottobre 2020, quando al termine della sessione di mercato, ogni giuramento diveniva praticamente automatico. Il nuovo esecutivo, con non poche difficoltà, comincia la sua corsa alla nuova fase della legislatura, fatta di coalizioni ma non esattamente di larghe intese e a mancare era proprio quel 'largo' della rosa. Il solo Brozovic al Viminale non era sufficiente e la mancanza di un sottosegretario ha iniziato a pesare nel lungo periodo, specie perché alla Farnesina, dicastero affidato alla new entry Arturo Vidal, iniziava a dare segnali di crisi. Quel centrismo (o centrocampismo) pentastellato cominciava ad accusare colpi di una democrazia troppo démos ma poco krátos. E il krátos è mancato proprio all'estero, dove l'eccessiva impronta sovranista ha causato una debacle al fronte di un europeismo verso il quale non ci si era attrezzati sufficientemente. 

L'Inter-exit imposto, al quale non sono bastati scampoli di diplomatica resistenza, ha aperto un altra clamorosa crisi di governo che riesumava i fautori del #Conteout. Hashtag condiviso solo esclusivamente però sui social, perché né al The Corner, tantomeno nelle altre sedi della PA il nome di Conte era mai stato messo in discussione. Ciononostante un cambio di marcia era necessario, specie per riassestare non solo la Farnesina, dove la crisi era ormai dichiarata, ma anche il Viminale, dove la politica interna ribolliva tra le varie frenate dovute all'eccessivo ostruzionismo che le regioni del nord muovevano. Ostruzionismo giunto all'apice in Friuli Venezia Giulia, tra le mura della Dacia Arena, dove il governo contiano ha dovuto arrendersi al muro eretto dai friulani che avevano arrestato un possibile rilancio proprio di quella politica interna tanto fondamentale. 

Ma da quel no, al referendum friulano, la forza governativa di Appiano Gentile ha rafforzato la propria posizione, trovando la complicità in quei 'responsabili' passati dall'opposizione alla maggioranza, di nome Christian Eriksen e Alexis Sanchez. Che più che voltaggabbana sono stati veri e propri trasformisti che di fatto hanno responsabilizzato quella forza di governo che, dopo tante difficoltà, oggi pare aver trovato una stabilità che lascia pensare in grande e chiude una volte per tutte il discorso crisi di governo. In palazzo la maggioranza è totale, con tanto di riforme condivise in sede parlamentare e con tanto di benestare del Quirinale di Nanchino: si è pronti ad un nuovo establishment, volto alla ri-europeizzazione, nelle solide mani di un ConTer. Conte-Inter capitolo tre. 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 07 marzo 2021 alle 00:09
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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