Andrea Zanchetta, allenatore campione d'Italia con l'Inter Under 20 la scorsa stagione e reduce dalla fine della sua esperienza al Novara, ha parlato ai microfoni di Radio Sportiva delle difficoltà ataviche che i giovani italiani incontrano nel trovare spazio con continuità nei nostri club: "È molto complicato trovare una sola motivazione. Non credo che manchino i talenti e non credo che si lavori male nei settori giovanili. Ci sono stato tanti anni e ho avuto la fortuna di allenare in contesti super importanti e so quanta qualità ci sia. Noto un fatto culturale, per cui non siamo avvezzi a dare il tempo giusto di cui un ragazzo giovane necessità. Siamo figli di un risultato a breve termine, che fa parte della nostra cultura: viviamo per questo e si pensa sempre che i giovani non siano pronti per ottenerlo. Ma abbiamo poca capacità di vedere la prospettiva, mentre altri club a livello europeo ragionano diversamente. Poi il passaggio dalla Primavera alla prima squadra è un salto enorme, e farlo ad esempio nell’Inter lo è ancora di più.". 

Zanchetta fa poi l'esempio particolare di Pio Esposito con l'Inter: "Con i giovani la cosa molto difficile è capire il tempo che serve per maturare. Alcuni hanno bisogno di vivere esperienze diverse, che magari nel loro club non possono vivere in quel momento. Poi ci sono tanti aspetti che influiscono sul fatto di poter arrivare ad alti livelli oppure no. Ma se hai una base di talento già hai molto. Nell’Inter in prima squadra ti viene sempre chiesto di essere protagonista e di vincere: è chiaro che parliamo di un livello altissimo. Oggi Pio Esposito, del 2005, è protagonista perché in primis l’allenatore ha creduto in lui. Poi il ragazzo ci ha messo tanto, facendo bene in un contesto complicato. Ma il grande coraggio di Chivu secondo me è stato questo: non prendere un giocatore sul mercato e puntare su Pio Esposito".

Troppi stranieri nelle Under 23? "Nell’Inter e nell’Atalanta non ne ho visti molti, sinceramente. Hanno tutti ragazzi cresciuti nel loro settore giovanile. Forse la Juventus ne ha qualcuno in più, ma è una realtà che a livello giovanile investe e compra anche all’estero. Serve coraggio di valorizzare i propri prodotti senza paura anche di rischiare, come è successo al Milan, di perdere la categoria. Il risultato in questi contesti è fine a sé stesso”.

Sezione: Focus / Data: Ven 30 gennaio 2026 alle 22:20 / Fonte: Mondoprimavera
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.
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