Stefano Moreo, nato a Milano il 30 giugno 1993, di professione attaccante. Questo editoriale avrebbe potuto anche titolarsi con un’ennesima citazione dell’abusato aforisma di Andy Warhol secondo il quale ‘nel futuro ognuno sarà famoso nel mondo per 15 minuti’. Ma sarebbe stato quasi certamente qualcosa di ingiusto ridurre a una semplice frase quel momento vissuto dall’attaccante del Pisa in quel di San Siro. Anche perché Moreo non è certo uno che ha avuto quei 15 minuti di popolarità tra un gol e l’altro messi a segno nella gara contro l’Inter, anzi: la scorsa stagione è stato uno dei trascinatori del Pisa all’epoca allenato da Filippo Inzaghi nella cavalcata verso il ritorno in quella Serie A che in riva all’Arno mancava da oltre trent’anni. Ma sin qui, in questo campionato, Moreo aveva fatto non poca fatica come del resto tutta la sua squadra a trovare la via del gol, anche se comunque tre reti le aveva già messe in cascina.
Ha aspettato la serata di venerdì, Stefano Moreo, per regalarsi questo famoso quarto d’ora. Anzi, per essere precisi, 12 minuti: quei 12 minuti nei quali il Pisa, con la complicità a dir poco evidente di un’Inter che non subodorava nemmeno lontanamente la puzza di bruciato che di lì a poco avrebbe pervaso l’intero stadio Meazza. Complicità evidente dell’Inter, in particolare di Yann Sommer, la cui situazione all’Inter sta diventando sempre più oggetto di analisi: perché è vero che il retropassaggio di Henrikh Mkhitaryan non è stato un granché però quel pallone era comunque riuscito a controllarlo anche molto bene, salvo poi regalarlo in maniera improvvida a Moreo che scarta il regalo piazzando il pallone con un piattone morbido dalla distanza che si infila beffardo in porta. In quel momento, inizia la danza delle streghe, anche perché il Pisa si ringalluzzisce, prova a gettarsi in avanti e trova anche il premio del gol dello 0-2 ancora con Moreo che beffa la difesa schierata a zona dei padroni di casa, forse una necessità vista la differenza di statura ma sulla quale ci sono delle cose ancora da perfezionare, gettando oltre 70mila persone nello sconforto e nello sconcerto.
Buon per l’Inter non aver permesso agli avversari di comporre l’intero numero di telefono una volta subito il prefisso, riprendendo le redini del gioco anche perché poco altro restava da fare visto e considerato che giustamente il Pisa da quel momento ha pensato a trincerarsi dietro due linee difensive ridotte nello spazio di pochissimi metri, creando a volte degli autentici ingorghi nella propria area di rigore. Un tentativo dietro l’altro, l’Inter dà l’impressione che prima o poi quella muraglia crollerà, anche se il tempo sembra dilatarsi più del dovuto perché dai e dai tanto si crea ma nulla succede. E buon per Chivu aver pescato al momento giusto la carta vincente dalla panchina: fuori Luis Henrique, subito applaudito dal resto dei compagni nel tentativo di consolare un giocatore la cui timidezza in campo è stata ulteriormente accentuata dalla situazione in corso, e dentro Federico Dimarco. Per la serie: sapere leggere i momenti della partita, quella cosa che il mister chiede ai suoi uomini e che stavolta ha messo in pratica lui nel migliore dei modi.
Si è usata fin troppo spesso, anche su questi schermi, una locuzione per descrivere l’impatto dell’esterno di Calvairate sull’incontro di venerdì: Dimarco è stato il game changer, l’uomo che ha ribaltato la partita da così a così. Eppure, a voler riguardare bene l’andamento del match, non è esattamente la definizione più appropriata. Perché la partita ormai aveva preso un determinato andazzo, il doppio svantaggio dell’Inter è stato sostanzialmente frutto della casualità e di due brutti incidenti di percorso all’interno di una sinfonia scritta e musicata tutta dai nerazzurri. Semmai, Dimarco è stata l’iniezione di carburante decisiva, come quando in certi videogames riesci a bere una pozione magica, un’energizzante o passare da una di quelle caselle x2, x5 e così via, di quelle che moltiplicano forze e presenze.
Dal momento del suo ingresso in campo, infatti, l’Inter sembra moltiplicarsi davvero per cinque in campo. Anche perché è lui che in campo fa le cose per cinque: entra praticamente in tutte le reti, dal calcio di rigore segnato da Piotr Zielinski che arriva dopo che un suo tiro a botta sicura è stato respinto con un gran riflesso da Simone Scuffet fino al gol del definitivo 6-2 che nasce dal suo calcio d’angolo corretto agevolmente da Henrikh Mkhitaryan, passando per l’assist a Lautaro Martinez, l’innesco dell’azione che porta alla rete del ribaltone con Francesco Pio Esposito, e per il lancio al bacio per Ange-Yoan Bonny che poi la piazza di giustezza. Senza dimenticare la sua, di rete; un tiro volante su lancio di Marcus Thuram che poteva anche essere più bello ma che un rimbalzo poco dopo lo shoot rende ancora più perfido per il malcapitato Scuffet. Dimarco segna, fa segnare, lancia palloni, rende i compagni praticamente inarrestabili; non ci sarebbe da stupirsi se qualcuno ci raccontasse che dopo la partita ha fatto anche il caffè a tutto lo spogliatoio, lucidato gli scarpini, guidato il pullman della squadra fino alla Pinetina e l’indomani si è presentato a San Siro per smontare le reti e ricollocare il manto erboso per i lavori di preparazione in vista della cerimonia inaugurale dei Giochi di Milano-Cortina.
Federico Dimarco è stato colui che è entrato e ha ribaltato, con la sua prestazione prima ancora che con il suo voto, il risultato, come e anzi meglio di quanto capiti di fare ad Alessandro Borghese nel suo fortunato programma televisivo ‘Quattro Ristoranti’. Cancellando anche quelle gaffe di inizio partita simili a quelle perpetrate da qualche cameriere o ristoratore un po’ distratto o maldestro come tante volte si è visto lungo la storia del format. Volendo sorridere un po’, vedendo il pastrocchio di Sommer Borghese, fosse stato a San Siro, avrebbe stoppato il programma e girandosi verso la telecamera avrebbe esclamato una frase del tipo: “Non è un buon inizio”. Forse senza sapere che quello, purtroppo per Yann Sommer, non è affatto l’inizio bensì l’ultimo capitolo di una stagione sin qui costellata di incertezze, errori anche grossolani, prestazioni incolori, di un generale senso di insicurezza.
Tutto l’ambiente Inter, giustamente, è dalla sua parte, perché comunque ha dato tanto alla causa nerazzurra da quando è arrivato, in maniera anche un po’ casuale, nell’estate del 2023; l’età avanza e l’appannamento fisico per certi è inevitabile, ma non può essere l’unica giustificazione per le performance calanti e per certe uscite kamikaze dell’ex Gladbach, per il quale la stima rimane immutata ma al quale è giusto chiedere, se proprio non direttamente di farsi per un po’ da parte, un ultimo sforzo di concentrazione per questa seconda parte di stagione, per poi magari congedarsi con tutti gli onori del caso con l’Inter che dalle prossime settimane lavorerà sul sostituto.
Questo è quanto ci lascia quest’ultimo match a San Siro prima della chiusura per Olimpiadi, evento che per il momento ha generato più confusione che hype come testimonia il papocchio nato intorno a Milan-Como. Ora la testa va all’ultimo atto della prima fase di Champions League, iniziata a tutta birra e poi rovinata da tre sconfitte consecutive. A Dortmund ci si giocheranno le residue chance di accesso diretto alle prime otto, ipotesi di difficilissima realizzazione. Si andrà quindi verso le due gare in più a febbraio, ed è facile presumere che questo sarà il punto focale della stagione, il momento in cui capire cosa deve essere di questa campagna europea. Perché l’obiettivo ormai è chiaro, e ormai nemmeno più troppo un mistero…
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 23:49 Il calciomercato da oggi ha un nuovo logo: il lancio a cura di Master Group Sport
- 23:34 Arsenal, Arteta dopo il gol di Gyokeres contro l'Inter: "Valutiamolo a fine stagione"
- 23:19 Lotta Scudetto, Calori non ha dubbi: "Napoli e Milan possono ancora insidiare l'Inter"
- 23:05 Lega Serie A convoca un'assemblea d'urgenza: appuntamento martedì mattina in videoconferenza
- 22:50 Serie A, pari scialbo tra Lecce e Lazio: al Via del Mare finisce 0-0
- 22:35 Torino travolto a Como, Baroni resta: "Mai sentita così tanta fiducia. Ci siamo presi giustamente la contestazione"
- 22:21 PSV frenato sul 2-2 dal Breda, l'obiettivo nerazzurro Perisic in campo nell'ultima mezz'ora
- 22:07 L'Inter demolisce il Pisa e riscrive la storia con i toscani. Rimonta da 0-2: non accadeva da Inter-Monza
- 21:53 Cagliari, Esposito: "L'Inter è la più forte, guardo Lautaro e Pio". Poi il paragone tra il fratello e Palestra
- 21:39 Il guizzo di Mkhitaryan celebrato dai canali social nerazzurri: "Il treno è arrivato puntuale"
- 21:25 Dimarco show: è il primo difensore dell'Inter che prende parte a tre reti dal 2004
- 21:17 Siena, l'ex Inter Michielan: "Handanovic un modello, vi racconto il mio percorso nelle giovanili nerazzurre"
- 21:10 SI - L'Inter vuole chiudere il colpo Mlacic con l'Hajduk Spalato: le cifre e il piano nerazzurro
- 20:56 Como Women, l'allenatore Sottili: "Inter Women in un grande momento. Ma possiamo metterle in difficoltà"
- 20:49 fcinIl Besiktas insiste per Luis Henrique, Inter poco convinta. E il sì del brasiliano non è scontato
- 20:42 Il Borussia Dortmund cala il tris e "riapre" la Bundesliga prima dell'Inter: Union Berlino sconfitto 3-0
- 20:35 Stankovic non si ferma più, show con il Club Bruges: doppietta contro il Waregem. E l'Inter osserva
- 20:29 Ore calde per il futuro di Perisic, intanto l'obiettivo dell'Inter va in panchina contro il Breda
- 20:27 Napoli, altra tegola: Milinkovic-Savic in dubbio per la Juve. Intanto Giovane è già in hotel
- 20:13 SM - Nuovo rilancio del Besiktas per Luis Henrique, l'Inter vuole prima avere il sostituto
- 20:04 Gol e assist, Palestra trascina il Cagliari e inguaia la Fiorentina: al Franchi finisce 1-2
- 19:58 UFFICIALE - Napoli, ecco Giovane: arriva a titolo definitivo per 20 milioni di euro dal Verona
- 19:44 Lautaro on fire, eguagliato lo score della passata stagione in Serie A. E a San Siro detta legge
- 19:30 Escudero: "Valentin Carboni è il miglior giovane mai visto. Aveva già le qualità di uno esperto"
- 19:16 Marchetti: "Non so se l'Inter riuscirà a prendere un esterno. Se Perisic resta al PSV Eindhoven..."
- 19:00 Fabregas: "Il Como non lotta contro Juve, Inter o Roma. Serie A difficilissima, ieri a San Siro..."
- 18:46 Zielinski esulta sui social per la rimonta nerazzurra contro il Pisa. E tra i commenti spunta il grande elogio di Bruno Fernandes
- 18:32 Francisco Conceiçao: "La Juve ha lo Scudetto come obiettivo principale, stiamo lavorando per arrivarci"
- 18:20 Sky - Psv ad un passo da Cisse, talento classe 2006 del Verona in prestito al Catanzaro: l'intreccio con Perisic
- 18:06 Sky - Si riapre la trattativa tra l'Inter e il Besiktas per la cessione di Luis Henrique. E Perisic si avvicina al nerazzurro
- 18:04 Renna, all. Milan Primavera: "Derby giocato con personalità, brava Inter ad acciuffare il pareggio"
- 17:51 Bellinazzo: "Campionato finito, l'Inter lo ha chiuso. Ma è falsato da tutti gli infortuni del Napoli"
- 17:37 Lecco, Valente: "Inter U23 a -10 da noi? Se li avessero anche loro quei punti non sarebbero rubati"
- 17:22 Sneijder: "La squadra della mia carriera? All'Ajax ho cominciato, al Gala grandi momenti. Però dico Inter"
- 17:08 Pisa sconfitto a San Siro, ma Moreo entra nel club degli attaccanti italiani più prolifici di questo campionato
- 16:54 Como esagerato al Sinigaglia: sei gol al Torino, i lariani tornano in lotta per il quarto posto
- 16:39 Allegri e l'esigenza Champions: "Ormai è troppo importante parteciparci. Anche per i soldi che arrivano"
- 16:25 Napoli, Hojlund: "Le parole di McTominay dopo la gara con l'Inter? Penso abbia ragione"
- 16:10 Pio Esposito, gol da centravanti vero. E sui social esulta con determinazione: "Avanti"
- 15:56 Valentin Carboni ha già conquistato il Racing: "Ha dimostrato da subito di essere un giocatore diverso"
- 15:41 Como, Douvikas: "Giocare contro Barça e Real Madrid mi ha preparato ad affrontare Inter e Napoli"
- 15:28 Guglielmo Vicario apre le porte all'Inter: il nome dell'azzurro è in pole position per l'eredità di Sommer
- 15:13 Primavera - Milan-Inter, gli Up&Down: Mancuso uomo in più, Taho ritorna alla grande
- 14:59 Driessen: "Sarebbe fantastico se Perisic tornasse a giocare nell'Inter, in Italia ha un'ottima reputazione"
- 14:50 L'Inter sblocca la questione Palacios: fatta per il prestito all'Estudiantes. Domani il difensore sarà in Argentina
- 14:46 Bari, Moreno Longo torna in panchina e dà fiducia a De Pieri: prima da titolare per lui
- 14:32 Calvarese: "Giusto il rigore all'Inter e i gialli a Marin e Barella. Esagerato quello per Lautaro"
- 14:18 Come corre Pio Esposito: nessuno più giovane di lui per gol e assist tra le top leghe europee
- 14:04 Il Podcast di FcIN - L'analisi di Inter-Pisa 6-2: vittoria importantissima per come è arrivata
- 13:50 Caressa: "Vorrei il sinistro di Dimarco, un piede fatato. Luis Henrique non è al livello dell'Inter"
- 13:36 Bor. Dortmund, Kovac si difende: "Siamo migliorati rispetto all'anno scorso. Ora che abbiamo i risultati..."
- 13:22 Capello: "Inter attrezzata per il doppio impegno. Lautaro? Nelle sue prestazioni non ci sono solo i gol"
- 13:08 Angolo Tattico di Inter-Pisa - Dimarco regista e finalizzatore, Moreo e Tramoni nella terra di mezzo: le chiavi
- 12:54 Repubblica - Inter-Pisa, thriller al contrario. Addio a Sommer, Luis Henrique non può essere il vice Dumfries
- 12:48 Primavera - L'Inter va sotto 2-0 nel derby con il Milan e poi rimonta: finisce 2-2, a segno Mancuso e Zarate
- 12:40 Corsera - L'Inter prende sberle e poi le dà: un incrocio tra un film di Bud Spencer e la memorabile scena di Amici Miei
- 12:26 Milan, Allegri: "Champions, quattro squadre per tre posti. L'Inter la tengo fuori, ha una proiezione di 90 punti"
- 12:12 TS - L'Inter trasforma San Siro in un campo da tennis. Ma i primi venticinque minuti siano d'avvertimento
- 11:57 L'agente di Esposito: "Ci sono state offerte per Pio, ma lui ama l'Inter e l'Inter ama lui. Seba mi stava sul c***o"
- 11:43 Esposito a SM: "La reazione è una grande risposta. Milan e Napoli? Pensiamo solo a noi"
- 11:29 Condò: "Luis Henrique anonimo, Dimarco ha girato il match come un calzino. Sommer? Uno con la sua esperienza..."
- 11:14 Esposito alla RAI: "Chivu persona vera, San Siro con l'Inter un sogno. I giudizi? Non mi faccio influenzare dalle voci"
- 11:00 L'Inter esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Canuti: "Il suo nome resta scolpito nella memoria del Club"
- 10:45 Pagelle TS - Sommer è diventato un problema. Chivu coraggioso e Dimarco fondamentale nel 6-2 al Pisa
- 10:30 TS - Perisic uomo giusto per rinforzarsi. Dibu Martinez e Vicario grandi rivali. Previsto incontro per Mlacic
- 10:15 GdS - Chivu para tutto e alza un muro difensivo attorno Sommer e Luis Henrique
- 10:00 CdS - Dimarco mancino volante incontenibile: cambia l'Inter e la trascina ad una vittoria dirompente
- 09:45 Moviola CdS - Giallo eccessivo per Lautaro, ma Marcenaro tiene in mano una gara che poteva complicarsi
- 09:30 Moviola GdS - Eccessivo il giallo di Marcenaro a Lautaro. Giusto dare il rigore dell'1-2 dell'Inter


