Le partite ogni tre giorni non piacciono ai puristi del tifo, perché tolgono il gusto dell'attesa e non piacciono ad allenatori e calciatori, o alla stragrande maggioranza di essi, per l'incubo infortuni sempre dietro l'angolo. Ma una cosa positiva esiste: la possibilità di riscattarsi subito dopo una sconfitta. Solo una settimana fa il ko in un derby giocato malissimo e senza la determinazione che una sfida del genere impone. La squadra che alla fine non saluta una Curva che aveva dato l'anima per far sentire la Beneamata in casa nonostante fosse il Diavolo, per calendario, ad avere la stragrande maggioranza del pubblico dalla sua parte. Un'altra sconfitta nella partita più importante dell'anno che sino a due anni fa regalava scudetto e doppia stella.

Sarebbe stato difficile per l'ambiente gestire anche mediaticamente una settimana senza campo. E invece il quarto turno del maxi girone di Champions League ha avuto l'effetto sperato. Il 3-0 senza se e senza ma nel tanto temuto De Kuip contro il Feyenoord che su quel campo aveva battuto il Como, ha restituito alla truppa di Cristian Chivu una bella dose di autostima oltre a tre punti fondamentali per tentare ancora di raggiungere il difficile obiettivo di qualificarsi direttamente agli ottavi della competizione senza dover passare per i playoff. A Rotterdam si è rivista l'Inter che sa far valere la legge del più forte senza concedere spiragli all'avversario. Squadra corta, aggressiva, brillante tecnicamente quando decideva di catapultarsi nei pressi della porta olandese. Prestazioni eccellenti da chi invece aveva meritato critiche nella stracittadina, Barella in primis. Esecuzioni impeccabili in occasione dei tre gol realizzati e pochissimi i pericoli per il reparto arretrato che questa volta ha goduto della giusta protezione da parte dei centrocampisti.

Ci hanno detto che la svolta sia arrivata grazie ad un bel confronto tra i giocatori che dopo il derby avevano ammesso come la squadra avesse interpretato la sfida in un modo estremamente negativo dal punto di vista caratteriale. Il mister, dopo la vittoria di martedi, ha detto che i confronti sono quotidiani, ma è apparso chiaro che questa volta le parole abbiano avuto un peso specifico importante per tornare a far vedere cosa sia ancora capace di fare questa Inter che non può permettersi di avere la pancia piena dopo lo scudetto e la Coppa Italia conquistati la scorsa stagione.

Ma come detto non c'è tempo per rilassarsi, visto che domani a San Siro arriva il bellissimo Como di Cesc Fabregas che ha maramaldeggiato in Francia contro il malcapitato Lens, stravincendo per 9-1. Mai una squadra italiana aveva conseguito un tale risultato in Coppa dei Campioni/Champions League. Ma sinora il confronto sorride ai nerazzurri, visto che prima con Simone Inzaghi e poi con Cristian Chivu, l'Inter ha battuto i lariani per cinque volte in sei incontri disputati. Nella scorsa stagione, sia in campionato che in Coppa Italia, la formazione di Fabregas ha provato a prevalere andando sul 2-0 a favore, ma poi a vincere era stata l'Inter, brava a far valere la sua straordinaria forza d'urto. Si preannuncia quindi una partita di altissima intensità con i Campioni d'Italia chiamati a ripetere la grande prestazione fornita in terra d'Olanda contro una squadra, quella comasca, che ha deciso di non porsi limiti in virtù di un gioco spettacolare ma allo stesso tempo fortemente indirizzato alla conquista del risultato.

Questo Como, per caratteristiche di giocatori e allenatore, sembra una squadra spagnola che gioca casualmente nel campionato italiano. Dopo aver ipotecato brillantemente il passaggio agli ottavi di Champions, i lariani sanno che al Meazza potrebbero lanciare un segnale pesante anche per quanto riguarda un posto al sole nel torneo nazionale. Ma siamo sicuri che l'Inter abbia riacquisito voglia e consapevolezza della sua forza, che avrà modo di manifestarsi davanti al pubblico amico che ancora una volta fungerà da dodicesimo uomo in campo.

Sarà una gara dove, oltre alla tattica e alla voglia, conteranno moltissimo le prestazioni dei singoli. Purtroppo la Beneamata sarà nuovamente orfana del suo leader Lautaro Martinez, ma il rigenerato Pio Esposito, in gol contro il Feyenoord e lo stakanonista Thuram, felice per essere stato convocato da Zidane in Nazionale, possono offrire in attacco le migliori garanzie del momento. E in attesa del completo recupero di Stones e Curtis Jones, in Olanda Chivu ha avuto la conferma che Djed Spence potrà essere veramente il degno sostituto di Dumfries. Il ventiseienne esterno inglese che ha disputato un gran mondiale, ha dimostrato di non essere un bluff come qualcuno, in modo affrettato, iniziava a pensare. Forza fisica prorompente, scatto bruciante e piede educato, questo abbiamo ammirato a Rotterdam. A conferma che i nuovi, specialmente quelli che arrivano da altri lidi, hanno bisogno del tempo necessario per ambientarsi, per poi imporsi.

Domani, a partire dalle 18, altra importante verifica in una partita a cinque stelle. Onore al Como, che sette anni fa militava in serie D e ora, con Fabregas e Nico Paz incanta le platee. Ma di fronte c'è l'Internazionale di Milano, un pezzo di storia del calcio italiano, europeo e mondiale. A domani.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
vedi letture