Parlando francamente ai microfoni di Globo Esporte, Gabriel Barbosa 'Gabigol' ha discusso del passato, del presente e del futuro della sua carriera. Ha commentato episodi controversi, come l'accusa di aver tentato di falsificare un test antidoping e la sua apparizione con la maglia del Corinthians. Ma è anche tornato con la mente all'esperienza di dieci anni fa con la maglia dell'Inter, iniziata tra tanti squilli di tromba e chiusa in maniera infelice: "Mi fecero un'offerta irresistibile. E volevo anche giocare in Europa. Poi le cose non sono andate come previsto, sono passato al Benfica perché pensavo che avrei avuto più opportunità, era una squadra del campionato portoghese, la lingua non sarebbe stata un problema, c'era un consenso generale. Quando sono tornato al Santos, mio ​​padre ha avuto una grande influenza nel 2018. E poi il Flamengo, quella è stata una mia decisione. Quando è arrivata l'offerta del Flamengo, ho detto: "Devo giocare per il Flamengo". Ho sempre voluto giocare per il Flamengo. Quando è successo, non ho ascoltato nient'altro. Era il Flamengo, e penso che anche se si fosse fatta avanti il ​​Real Madrid o il Barcellona, ​​sarei andato al Flamengo".

Parliamo della tua identificazione con Flamengo e Santos. Sembra che vada oltre ciò che hai costruito sul campo. Sembra che tu sia coinvolto anche in ciò che queste squadre rappresentano fuori dal campo, nella magia che le circonda.

"Certo, non posso mentire e dire che il calcio non sia anche un business. Ovviamente, cerchi sempre di fare il meglio per la tua famiglia. Santos ha la musica, i Meninos da Vila (la squadra giovanile del Santos), il DNA offensivo. Sono nella mia città, amo giocare per il Santos. Quando ero al Flamengo, guardavo tutte le partite del Santos. È forse un'identificazione con la persona stessa, Gabriel. È la stessa cosa con il Flamengo: sono i tifosi, il Maracanã gremito, la divisa. Penso che la maglia del Flamengo sia bellissima. Mi sentivo benissimo quando andavo al Maracanã. Ho visto qualcosa di diverso nei tifosi. Mi piaceva molto quando vincevamo la partita e il giorno dopo tutti indossavano la maglia del Flamengo, quindi andavo agli allenamenti e vedevo tutti con la maglia del Flamengo, e questo mi rendeva molto felice. I bambini che imitavano la mia esultanza, i capelli biondi. La gente di Rio mi ha sempre trattato benissimo. Succede e basta, non è qualcosa che cerchi. Forse non succedeva così spesso all'Inter e al Benfica. Mio padre era felicissimo quando giocavo al Benfica. Il Portogallo non mi piaceva più. Ma a Rio e qui a Santos è tutto perfetto. E poi c'è anche la spiaggia. Sto iniziando a pensare che potrei fare bene solo nelle squadre che giocano sulla spiaggia. Mi piace molto anche la spiaggia."

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 20:55
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.