L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport si apre con una lunga intervista ad Hakan Calhanoglu. Il centrocampista dell'Inter parla del suo momento di forma, del discusso trapianto di capelli, ma anche e soprattutto del suo futuro a Milano: "Sto bene. Ringrazio Chivu che mi ha dato qualche giorno in più per riposarmi dopo il Mondiale. Ero mentalmente un po’ scarico, ho potuto recuperare. Ora il lavoro è pesante, stiamo correndo tanto, ma sto migliorando".

La stagione nell’Inter invece è finita benissimo. Il suo gol contro la Roma, un tiro improvviso allo scadere del primo tempo, è indicato da molti come la svolta-scudetto.

"Era un momento delicato per noi. Ma non so se davvero sia stato il gol decisivo. Comunque non è una cosa nuova per me provare a calciare quando vedo lo spazio: non sto lì a pensare, vado. È il mio modo. In passato, ai tempi dell’Amburgo, ho segnato anche da 40 metri, su punizione però".

Perché i registi come Calhanoglu non vanno più di moda?

"Domanda difficile. Forse la mia differenza è dovuta al percorso che ho fatto: ho cominciato come 10, affinando visione di gioco e intelligenza tattica, e poi sono diventato un 6. Ma credo che esistano tanti centrocampisti bravi, magari con altre doti".

A chi deve la sua evoluzione in campo?

"Ho cominciato con Giampaolo al Milan, per un paio di partite. Ma mentalmente non ero pronto, mi sentivo trequartista. Poi all’Inter, quando Brozovic è andato via, Inzaghi mi ha detto che mi vedeva bene da play. Abbiamo provato durante l’estate, ha funzionato ed eccomi qua".

Tra rinnovo, presente e futuro

Il presente si chiama Inter. O no? 

"Io sono contento di stare qui. A Milano, dove mia moglie e io ci siamo integrati benissimo, e all’Inter. Abbiamo tanti amici, i bimbi vanno a scuola. Il futuro invece non dipende da me, ma dalla società".

Dipende anche da lei.

"No, perché non c’è stato alcun contatto per il rinnovo. Io sono un calciatore e penso a giocare. Ma in cinque anni penso che abbiamo fatto tante cose buone: 8 trofei, 2 finali di Champions. I tifosi mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Vedremo cosa succederà".

Perché allora ogni anno da Istanbul un allenatore o un presidente dicono che Calhanoglu vuole giocare in Turchia?

"Sinceramente non capisco perché il mio nome venga tirato in ballo. Io sono il capitano della nazionale, può capitare che parli ai presidenti di club che mi chiedono notizie o consigli su altri giocatori. Ma del mercato si occupa il mio manager: se avete qualche dubbio potete chiedere a lui".

All’Inter è tornato Stankovic, che può essere il suo erede.

"Sono felice che sia più maturo, capisce di più il calcio. Penso possa imparare ancora da tutti noi".

Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 08 agosto 2026 alle 08:00
Autore: Ludovica Ferrante
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