“Ma che bello è stare insieme a te...” recita l'inizio di un vecchio coro della Curva Nord interista. E anche in questa stagione, che ha regalato al popolo bauscia il ventunesimo scudetto e la decima Coppa Italia, è stato bellissimo viaggiare insieme alla Beneamata. Per la seconda volta in tre anni, ben quattrocentomila persone hanno invaso le vie di Milano per accompagnare il pullman scoperto che trasportava i vincitori da San Siro all'iconica Piazza Duomo. Un mare di gente che supportata da fuochi d'artificio, sventolio di bandiere e rullio di tamburi, ha trasformato una città come Milano in un vera e propria Piedigrotta. “Mai visto niente di simile”, ha detto Cristian Chivu sul bus del trionfo. Smentita definitivamente la fake news su una presunta tifoseria fredda e poco incline a lasciarsi andare alla pazza gioia.
Quanto visto domenica scorsa nel capoluogo meneghino al termine di Inter-Verona, ha catturato le attenzioni anche degli osservatori stranieri che hanno parlato di festa da brividi. Il tutto, quattro giorni dopo l'invasione di trentamila tifosi nerazzurri nella Capitale dove l'Inter aveva conquistato pure la Coppa Italia. E ha toccato i cuori l'allenamento aperto a tutti i dipendenti del club, alle squadre giovanili e a un centinaio di tifosi invitati, che si è svolto giovedì pomeriggio all'Arena Civica, lo storico impianto dove l'Inter giocò le sue gare dal 1930 al 1947, prima di trasferirsi a San Siro. All'Arena, perlatro sede degli allenamenti della grande Inter di Herrera e Angelo Moratti, giovedì era presente anche Massimo Moratti, sommerso dagli applausi di chi lo considera ancora il Pres. Come presenti erano alcune leggende nerazzurre, capitanate dall'attuale vice presidente Javier Zanetti. Passato e presente uniti dai colori del cielo e della notte e dalle vittorie.
Ben nove titoli nelle ultime sei stagioni sono entrati nella già ricca bacheca di Viale della Liberazione. Un nome e un cognome ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento di tali obiettivi: Giuseppe Marotta. Arrivato all'Inter nel 2018 con la carica di amministratore delegato e dal 4 giugno 2024 nominato Presidente del club nerazzurro. Giovedì all'Arena Marotta ha acceso la platea ricordando come a Milano ci sia una sola squadra con due stelle da esibire, rispondendo così in maniera elegante ad un paio di uscite infelici in questi ultimi anni da parte del proprietario del Milan.
Oggi i neo campioni d'Italia, nonché vincitori della Coppa Italia, chiudono questa grande stagione in casa del Bologna. Sospiro di sollievo per i tifosi dell'Inter, questa volta il Dall'Ara, che comunque farà registrare il tutto esaurito. non farà danni come invece avvenuto nel 2022 e l'anno scorso. Chivu lascia a casa qualche giocatore che sarà impegnato ai Mondiali che stanno per iniziare. Contro i rossoblù di Vincenzo Italiano avremo modo di vedere all'opera molte cosiddette seconde linee e qualche giovane di belle speranze. Ma, al netto della formazione che il mister deciderà di schierare, sarebbe importante onorare l'ultimo giorno di scuola con una esibizione e un risultato degni di chi, in Italia, ha dominato la stagione.
La gara odierna sarà anche l'occasione per salutare definitivamente quei giocatori a cui non sarà rinnovato il contratto per raggiunti limiti di età. Giocatori che hanno dato tutto per l'Inter, l'hanno aiutata a competere per le vittorie e che hanno ricevuto molto da un club che li ha trattati più da appartenenti ad una grande famiglia che da dipendenti di una grande società. Un particolare, questo, che ha fatto la differenza.
Da domani si parlerà molto di mercato e dell'Inter che verrà. C'è curiosità per capire quali risorse la proprietà metterà a disposizione di una dirigenza che ha dimostrato di saper operare al meglio anche in situazioni finanziarie ben più delicate di quella attuale. Dopo due finali di Champions League disputate a breve giro di posta, a cui putroppo va aggiunta l'amara eliminazione nei playoff di questa stagione ad opera del Bodo/Glimt, all'Inter è forte la voglia di riprovarci nell'Europa che conta. E allora rinforzi mirati e di qualità saranno necessari. Mantenendo però l'ossatura che da qualche anno trascina il popolo della Beneamata a festeggiare per le strade di Milano, cantando: “Ma che bello è stare insieme a te...”
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