Mentre il Milan stenta e guarda al quarto posto come un traguardo enorme, mentre la Juve affonda dopo essersi pensata di nuovo grande, mentre il Napoli è tornato ad accontentarsi di partecipare, l'Inter vola via lontana immersa nell'amore del proprio popolo. Quanto visto l'altra notte, per dirla alla Chivu, è stato un qualcosa di mai visto prima. Forse non per i freddi numeri, ma certamente per il calore e per l'appagatezza che questo finale di stagione ha regalato a tutti gli interisti. In qualche modo ricompensati delle delusioni di un anno fa.

L'Inter, partita in sordina e oggettivamente tra mille incognite, ha letteralmente dominato la stagione domestica, conquistando il doblete o doppietta o double che dir si voglia. Trovate coi l'idioma più congeniale, quello che è certo è la sostanza di quanto ottenuto in mesi duri, a volte durissimi, però mai banali.

Lautaro e compagni hanno distrutto la concorrenza, riuscendo ad emergere proprio nel momento di maggior difficoltà, quando sembrava che il castello costruito con estrema fatica da Chivu dovesse crollare. E, invece, quel castello si è consolidato e ha scavato fossati troppo profondi per gli assalti nemici (dentro e fuori dal campo), rimasti annegati o divorati dai coccodrilli. Un fossato che si è dilatato e che lascia ottime impressioni anche in vista del futuro, quello già partito senza che ce ne rendiamo conto. Ma godiamocela ancora un po': ce lo meritiamo.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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