In un’intervista esclusiva realizzata da Time2play, Fabrizio Romano analizza la situazione dell’Inter e indica quale potrebbe essere il colpo di mercato perfetto per la squadra: un difensore centrale di alto livello. “Al momento credo che abbiano bisogno di un difensore, un difensore centrale. In un mondo ideale, ingaggerei Ibrahima Konaté”, afferma il giornalista, sottolineando l’importanza di rinforzare la retroguardia nerazzurra per affrontare al meglio la prossima stagione e migliorare la solidità difensiva del club.
Nella tua carriera hai dato notizia di migliaia di eventi di grande rilievo ma, ripensandoci, quale momento in cui hai detto “Here we go” ti è piaciuto di più annunciare?
"Quello che mi aspettavo meno di tutti, quando il Bayern ha deciso di esonerare Julian Nagelsmann e di nominare Thomas Tuchel nuovo allenatore. Perché a quel punto, era marzo, il Bayern stava andando alla grande. Era primo in Bundesliga, aveva appena eliminato il Paris Saint-Germain dalla Champions League. Non mi sarei mai aspettato, nel bel mezzo della pausa per le nazionali, di vedere il Bayern licenziare l’allenatore. Ricordo che quando ho ricevuto quella notizia, ho pensato: 'Forse è solo un rumour'. Così ho fatto qualche telefonata, ero insieme ai miei amici, durante la pausa per le nazionali e poi, dal nulla, la notizia si è rivelata vera. Così ho dato la notizia in anteprima e ricordo che la sensazione in quel momento è stata incredibile. Immaginate, ho passato sei ore al telefono a chiacchierare con persone coinvolte nella vicenda che mi chiamavano, altre persone di altri club che mi chiedevano: “Dici sul serio? Ti hanno hackerato l’account?”. È stato un momento pazzesco e la soddisfazione di dare una notizia così importante è davvero quella che ricordo con più piacere.
Il tuo post dopo la sconfitta dell’Italia contro la Bosnia, in cui parlavi di tuo padre e dei tuoi nipoti che non hanno mai vissuto un Mondiale, ha toccato il cuore di milioni di persone. In quanto ponte tra due generazioni, cosa pensi che il calcio italiano debba ai tifosi?
"La sensazione che provo è innanzitutto di tristezza. Mi dispiace davvero tanto per questa situazione, soprattutto per le nuove generazioni. Sai, per me è ovviamente triste vedere, come ho detto in quel post, che mio padre probabilmente non potrà più vedere un Mondiale. Sarà dura. Ma le nuove generazioni non sanno nemmeno cosa significhi. I miei ricordi più belli sono legati a ciò che è successo con la Nazionale italiana quando ero bambino, nel 2006. Avevo tredici anni, l’Italia festeggiava tutta insieme quando abbiamo battuto la Germania, quando abbiamo battuto la Francia, scendendo in strada, godendoci quei momenti. È davvero importante, credo, anche come persona, non solo come tifoso, custodirli nella memoria. I miei nipoti amano il calcio, ma non sanno cosa significhi stare tutti insieme davanti alla TV a vivere l’emozione dei Mondiali. Non si può paragonare a nient’altro, nemmeno al tifo per la propria squadra di club, è una sensazione completamente diversa. Quindi cerco di dirglielo, anche quando parlo con loro: il più piccolo avrà quattro, cinque, il più grande ne ha otto, ma ancora non capiscono cosa significhi un Mondiale. È un mondo completamente diverso. E quindi è davvero triste. È triste perché in Italia abbiamo quattro stelle, quattro Mondiali vinti, tutto ciò non dovrebbe succedere. Ma ad essere sincero, sono ottimista per il futuro. Penso che impareremo da questa esperienza e sono sicuro che il nuovo allenatore sarà la chiave per avere di nuovo successo nella prossima edizione del torneo".
E chi sarà?
"Ottima domanda. Credo che la scelta ricadrà probabilmente su Antonio Conte o Massimiliano Allegri. Potrebbe anche esserci un terzo nome, una sorpresa, magari un allenatore disponibile che deve ancora negoziare con la propria squadra, qualcuno come Claudio Ranieri. Ma tra i favoriti credo che la probabilità sia al 50% tra Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Posso garantirvi che Conte vorrebbe davvero tornare un giorno alla Nazionale italiana perché ha la sensazione di non aver chiuso il capitolo con la Nazionale nel modo migliore. Sono sicuro che è il primo candidato. Per Massimiliano Allegri, dipende da cosa succederà con il Milan.
Ma chi sceglieresti tu, se ti fossero affidate le redini della Federazione italiana?
"Io punterei su Antonio Conte. Sceglierei lui perché, in termini di mentalità e di capacità di costruire qualcosa di importante, è l’allenatore perfetto in questo momento. Se mi chiedessi invece chi è il candidato per il futuro e chi sceglierei in un mondo ideale, direi Enzo Maresca. Adoro Enzo Maresca come allenatore. Ha esperienza internazionale, è giovane e ha idee fresche. Sarebbe il mio preferito ma, come sappiamo, diventerà il prossimo allenatore del Manchester City, quindi è fuori gara. Ma sarebbe di gran lunga il mio candidato ideale".
A livello di club, la Serie A è ben lontana dai suoi giorni di gloria. Qual è, secondo te, l’aspetto che il campionato deve cambiare al più presto per colmare il divario con la Premier League e la Liga?
"Credo che ci siano due aspetti da considerare. Il primo è cercare di capire che possiamo goderci di più il gioco del calcio: penso che siamo sulla buona strada, anche se non è qualcosa che si cambia dall’oggi al domani, ovviamente si tratta di un processo. Questo è ciò che si fa ad esempio in Inghilterra. Seguo molto il calcio inglese e la sensazione è che, quando c’è una partita molto aperta e magari si perde nei minuti finali, le critiche durano al massimo per un’ora, due, non per tutta la settimana. Divertitevi, addetti ai lavori, cercate di giocare a calcio, non limitatevi a difendervi solo perché potreste essere criticati o perché avete paura di perdere due punti. Dovete godervi quello che state facendo, e in Inghilterra questo lo si fa molto bene. L’altro aspetto è che dobbiamo fidarci molto di più dei giovani. Perché a volte sento ancora persone coinvolte nel mondo del calcio dire: 'È bravo, ma ci vorranno sei mesi o un anno, prima che sia pronto per il campionato'. E quando invece guardi il calcio spagnolo o inglese vedi ragazzi di quindici, sedici, diciotto anni che giocano titolari nelle migliori squadre del mondo. Abbiamo paura di fidarci dei nostri giovani, non si tratta solo degli italiani. Si tratta dei giovani in generale. Magari vengono acquistati per venti o trenta milioni e poi non li si fa giocare perché 'hanno bisogno di tempo'. Per me, questo è assurdo. Dobbiamo cambiare la cultura che c’è dietro la visione dei giovani".
Adesso vorrei fare un breve gioco. Nominerò una squadra e tu mi dirai quale sarebbe il colpo di mercato da sogno che vorresti vedere lì. Real Madrid?
"Per me il colpo perfetto per loro sarebbe Vitinha".
Barcellona?
"Probabilmente un attaccante. Credo che Julián Álvarez sarebbe la scelta perfetta".
Inter?
"Al momento credo che abbiano bisogno di un difensore, un difensore centrale. In un mondo ideale, ingaggerei Ibrahima Konaté".
Juventus?
"Alla Juve serve qualità. Bernardo Silva. Qualità al centrocampo".
Milan?
"Il Milan ha veramente bisogno di un attaccante. E di uno di prim’ordine. Che sia un’ipotesi realistica o magari un sogno, se fossi il DS del Milan punterei su Lewandowski".
Napoli?
"Per il Napoli, credo sia giunto il momento di fare chiarezza con l’allenatore per capire come vogliono giocare. Io prenderei un’ala che sappia entusiasmare, come facevano Lavezzi, Kvaratskhelia e Insigne. Hanno bisogno di quel tipo di giocatore per portare un po’ più di magia. Alisson Santos sta andando molto bene, è stato un buon acquisto, ma io prenderei un’ala di talento. Quindi magari Diomande del Lipsia".
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