Steven Zhang, presidente dell'Inter, è l'ospite di eccezione di 'SportLab', una maratona di interventi organizzata da Tuttosport e Corriere dello Sport dove sono protagoniste le alte rappresentanze dello sport, dalle istituzioni agli stakeholder. Di seguito l'intervento del delfino di Suning:
Il mondo del calcio sta affrontando la maggior crisi della sua storia, quale è la strada per uscirne?
"Siamo di fronte a un grande cambiamento, ma per risolvere il problema o per affrontare un mondo che sta cambiando, bisogna esaminare i problemi uno alla volta. È chiaro che il budget e i guadagni nel settore calcistico ne siano influenzati, ma nel lungo periodo, pensando al prossimo ciclo o ai prossimi 5 o 10 anni, direi che la tecnologia e l'innovazione sono senz'altro la soluzione. Osservando la possibilità di guadagnare pubblico, non solo attraverso la TV, ma anche con i social media o con i contenuti digitali, garantendo l'accesso non solo con gli schermi tradizionali, ma anche con i cellulari o altri supporti digitali, questo aiuterà il mondo intero. Non solo il calcio, ma ogni industria che intende conseguire la capacità di raggiungere i consumatori e i fans in zone diverse e in culture diverse. Quindi penso che ci siano diversi fattori da analizzare, sono sorti molti problemi che già da sei mesi tentiamo di risolvere, ma per affrontarli dobbiamo pensare di utilizzare la tecnologia e l'innovazione in modo saggio, investendo in queste aree e guardando al lungo periodo".
Come attirare le nuove generazioni.
"Penso che la passione e le emozioni suscitate dallo sport, non solo dal calcio naturalmente, siano probabilmente simili in tutto il mondo. La gente si entusiasma e si appassiona durante e dopo la partita. Tra i grandi cambiamenti dobbiamo annoverare i nuovi tipi di intrattenimento legati allo sport, o prodotti non strettamente legati allo sport offerti dal mercato come i videogame, i social media, altre tecnologie o nuovi tipi di sport che sono emersi nei decenni passati dello scorso secolo, ma la differenza di cui dobbiamo tenere conto in futuro, nel calcio e nello sport in generale, è come usare questi nuovi canali, questi nuovi accessi, questi nuovi contenuti digitali in modo da poter assicurare ai nostri consumatori e tifosi la fruizione del calcio, oltre i classici 90 minuti di gioco. Forse, alla fine, è più importante ciò che accade oltre i 90 minuti, insieme agli amici o da soli davanti al proprio smartphone. Come si può coinvolgere ulteriormente il consumatore con prodotti legati al calcio? Forse anche con prodotti non per forza legati al calcio, come prodotti al dettaglio e prodotti che riguardano il lifestyle. Per questo bisogna collaborare con altri contesti digitali o nuove figure che sono emerse dal calcio, al di fuori dell'industria dello sport. Penso che ci siano delle prospettive interessanti, delle innovazioni o collaborazioni interessanti a cui pensare".
Diritti tv.
"Fortunatamente, o sfortunatamente, questa è la realtà della nostra industria e dei nostri modelli di business. E sarà così anche nei prossimi decenni. Qualcosa però sta cambiando, i guadagni e il modello di business si stanno spostando dai diritti televisivi alle partnership con le nuove piattaforme multimediali, per migliorarci sempre di più. Non stiamo dicendo che la tv o i servizi multimediali OTT non siano importanti, anzi sono rilevanti da molti anni. Allo stesso tempo, riguardo ai nostri prodotti dai formati digitali agli scenari più internazionali come l'Asia e l'America, restare in contatto con i tifosi, non solo in Europa o fisicamente negli stadi, può incrementare significativamente i nostri guadagni e il nostro modello di business, diversificando i rischi".
Inter, quale è l'obiettivo che ha soddisfatto di più? E quale futuro per il club?
"Penso che organizzare lo sport con società legate all'industria dell'intrattenimento sportivo è una delle visioni o degli obiettivi a cui ognuno di noi deve credere, come lo è anche lavorare per diffondere gioia ed energia positiva alle persone che sono intorno a noi per portare il messaggio a tutte le persone nel mondo. Per riuscirci, come club di calcio, al centro del nostro impegno ci sono le qualità competitive per essere in grado di combattere e vincere in campo, specialmente per un club come l'Inter che gode di un passato ricco e glorioso di cui siamo orgogliosi. Cercare di vincere, di essere competitivi in campo e comunque impegnarsi per poterci riuscire, giocare al meglio è la nostra priorità più importante. A questo scopo occorre una società stabile, risultati finanziari e un'ottima organizzazione. Penso che rendere felici chi ci guarda, i nostri tifosi, dare loro energia positiva ottenendo risultati in campo e grossi risultati finanziari e combinati insieme, sono le chiavi su cui stiamo lavorando costantemente da tre anni. Questo sarà il nostro lavoro anche per il futuro, dieci o vent'anni o anche per sempre. Per rispondere alla domanda di cosa mi ha reso più orgoglioso in questi ultimi due anni del nostro club, dico il modo o la maniera giusta di aver mostrato al mondo che abbiamo le competenze e la capacità di competere ai massimi livelli. Sono molto fiero di aver messo insieme un gruppo di persone, nell'organizzazione in campo, nel nostro management e nel nostro staff, che hanno creduto nel nostro messaggio e hanno infuso fiducia nei nostri tifosi sul progetto al quale tutti devono collaborare per raggiungere questo scopo. Tutti sanno qual è il nostro obiettivo".
Lei fa parte dell'executive board dell'Eca, quale è la sua posizione relativamente alla Superlega?
"Sono sempre a favore dell'idea di migliorare ed evolvere le nostre competenze e i nostri prodotti, dobbiamo analizzare la situazione attuale e il nostro lavoro dopo la pandemia, vogliamo assicurarci che i prodotti che offriamo ai consumatori e ai tifosi siano competitivi all'interno di ciò che permette il mercato al momento. Penso che, attualmente, rendere i nostri prodotti più internazionali e adatti al pubblico di diverse culture e di diversi luoghi e specialmente al pubblico delle giovani generazioni, aiuterà ulteriormente la nostra offerta. Come ripensare all'orario delle partite, perché spesso non è adatto a quei consumatori che devono svegliarsi alle 6 del mattino o perfino alle 3. Sarà molto difficile e per questo dobbiamo presentare le nostre competenze a un pubblico che sia in grado di usufruire della nostra offerta, in ogni momento che desidera, nelle forme che desidera, in qualsiasi contesto. Credo fermamente nella validità di questa idea e alla fine, passo dopo passo, faremo prodotti sempre più evoluti e competitivi".
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