Lunga e dettagliata analisi da parte di Paolo Condò del capitombolo dell'Inter di ieri contro il Brugge: "Josep Martinez si sta avvicinando alla deriva che ha vissuto l'anno scorso Michele Di Gregorio alla Juventus. Non è in discussione il suo valore, anche ieri ha fatto delle parate tra i pali di eccellente fattura; ma non riesce a rimanere concentrato per novanta minuti. E come cala si produce in un'uscita inspiegabile, non so cosa gli sia passato per la testa in quel momento. Forse è l'uscita di chi sente che deve dimostrare qualcosa e fa un errore marchiano. Non penso che Cristian Chivu lo lascerà fuori a Bologna, per evitare di rimarcare l'errore; però sta arrivando anche il momento di dare spazio a Ivan Provedel, un portiere esperto".Condò mette l'accento anche sul rigore che ha sbloccato il amtch: "Vedendo la dinamica del primo gol, preso da calcio d'angolo a favore, Forbs viene inseguito da Hakan Calhanoglu e non dovrebbe essere il suo compito; l'altro che rientra è Nicolò Barella. E allora dove sono i difensori? Certamente che sui corner gente come Manuel Akanji, Alessandro Bastoni e Yann Bisseck te le giochi sulle palle aeree, ma vista la facilità con cui prendi gol è meglio mandarne due a turno e uno lascialo dietro. Quando Chivu dice che dobbiamo cambiare alcune cose penso si riferisca a questa situazione".

Sui possibili sviluppi in classifica Condò aggiunge: "L'Inter aveva un filotto potenziale di 4 partite iniziato male; pensavamo tutti che col Brugge si potesse vincere, anche se con difficoltà. Ora con lo Shakhtar Donetsk diventa gara tre punti. Prima delle sette perse in otto partite erano arrivate quattro vittorie nella prima parte del girone della scorsa Champions, contro avversarie facili. Io mi ostino a pensare che l'Inter sia più forte dello scorso anno; il livello dei ricambi utili a non far soffrire la squadra è arrivato a compimento. Tutti abbiamo pensato che i quarti fossero obiettivo alla portata, ma in Champions le giocate offensive sono molto più frequenti rispetto alle offensive. Anche il Brugge non ha fatto barricate, palesando problemi in difesa ma anche grande precisione in attacco. L'Inter è votata all'attacco, però l'attenzione difensiva fa la differenza. E l'Inter ieri mi sembrava molto distante a livello difensivo".

Sezione: Focus / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 14:00
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.