Sulla Gazzetta dello Sport di oggi si prova ad entrare attraverso i problemi mostrati dall'Inter in questo avvio di stagione, guai che i numeri evidenziano soprattutto nella fase difensiva e nell'approccio. "Il punto è che in Italia la superiorità tecnica rispetto a quasi tutti i concorrenti è tale da mascherare i limiti e le smagliature - si legge - Ma il senso di grandezza e di invincibilità, rinforzato da tre rimonte da 0-2 in campionato oltre che dal doblete della scorsa stagione, diventa un boomerang psicologico in Champions League, dove ritmo e livello sono mediamente più alti e impongono concentrazione e applicazione costanti. Il problema dunque sarebbe soprattutto di atteggiamento generale, non di tattica o di qualità".

Di certo non cambierà quella che è la filosofia. "L'Inter è in grado di pressare alto e andare dritta in porta: si è visto sabato scorso contro il Parma - riporta ancora la rosea -. Non può aver dimenticato i concetti identitari in tre giorni. D'altro canto non dispone di difensori abituati a proteggere il fortino con il baricentro basso: l'unico è Stones, oggi infortunato, che infatti è stato inglobato nell'organico in estate proprio per aggiungere personalità e stabilità al reparto. L'Inter non rinuncerà alle pressioni, si allenerà per esercitarle con maggiore efficacia".

I numeri, soprattutto in Coppa, sono però impietosi. "Nelle due sconfitte contro Real Madrid e Bruges, che fanno salire a 7 i ko nelle ultime 8 partite nel torneo, l'Inter ha incassato 6 gol e concesso almeno altre dieci possibilità per segnare. Sbandamenti periodici. In campionato, dove comunque le reti subite sono state 8 in 6 giornate, la media dei pericoli scende sensibilmente. Ma questo dipende dagli avversari, più che dall'inter".

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 08:00
Autore: Antonio Di Chiara
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