Dalla serata d'inaugurazione del calciomercato a Rimini, ha parlato il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, esordendo anzitutto sullo spirito di gruppo: "La nostra forza dopo una vittoria deve essere quella di resettare subito: la vittoria va dimenticata in fretta perché il calcio ricorda le sconfitte e quindi bisogna ripartire subito". Ovviamente non poteva mancare il riferimento a Marco Palestra: "Ho preso un due di picche che neanche alle scuole superiori...quello è un no. Abbiamo fatto ciò che dovevamo, il nostro massimo e meno della metà di altri. E' un bel due di picche che ci portiamo a casa".

Il rapporto con Oaktree

Non possono mancare i riferimenti al presidente Marotta: "E' diventato più cattivello ora da presidente (ride, ndr): Da AD era più dalla nostra parte. Però ora riesce a essere più presente con la proprietà. Oaktree? Un po' particolare e avere un tramite tra la nostra parte, quella dello sport, e quella manageriale, è importante. A volte riusciamo bene a trasmettere le nostre idee, altre volte meno bene".

Retroscena Tonali

Un retroscena interessante Ausilio lo racconta relativamente a Sandro Tonali: "Un affare su cui potevo far di più è quando Tonali era al Brescia, in quel caso ho un po' dormito".  Un giocatore preso contro il consiglio degli algoritmi? Ausilio risponde così: "Sicuramente Bisseck, che non aveva tutti i report dalla sua parte. Ha fatto la differenza aver conosciuto il ragazzo, è molto intelligente e parlava lingue diverse. Avrebbe fatto il medico se non avesse fatto il calciatore. L'ho preso per intelligenza e fisicità".

Non può mancare la considerazione su Chivu: "Dopo due partite era stato messo in discussione. Dall’esterno, non dall’interno. Noi siamo andati avanti e abbiamo vinto scudetto e Coppa Italia".

Riferimento a Lautaro

Ma c'è una trattativa che ha tolto del sonno ad Ausilio? "Lautaro. Sono stato tre giorni a Buenos Aires senza dormire. Se si muove un direttore sportivo con un aereo e non prende il giocatore, alla fine fa brutta figura. Era in accordo con un altro club (l'Atletico Madrid, ndr), per cui non era facile per noi, ma alla fine l'abbiamo preso".

Il ruolo del direttore sportivo

In questo calcio sempre più digitalizzato ci sono alcune componenti che non possono mancare. Ausilio descrive così questi cambiamenti: "Sì sente parlare di numeri, algoritmi e statistiche, ma il ruolo del ds deve continuare a esser centrale. Perfino noi cerchiamo di sviluppare l’intelligenza artificiale, ma penso e spero che non si possa mai sostituire l’occhio del direttore sportivo con un occhio non umano. L'algoritmo non ti spiega di certo se un giocatore può reggere la pressione di San Siro. Cerchiamo di parlare con ogni calciatore, con la sua famiglia. L'esperienza ti porta a dare qualcosa in più".

Sezione: Copertina / Data: Lun 29 giugno 2026 alle 20:31
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione