Avete presente il fenomeno del 'déja-vu'? Sì, quando una persona sente di aver rivissuto una situazione, un evento che si sta verificando in un determinato istante. Bene, questa è la sensazione che ne ho ricavato quest'oggi dopo la conferenza stampa di presentazione di Zlatan Ibrahimovic come nuovo giocatore del Milan. Tanta attesa per le prime dichiarazioni ufficiali dello svedese, presentato a Milanello insieme all'altro arrivato Robinho (qualcuno se ne è accorto?), tifosi rossoneri in grande fremito. Ed eccole, le parole del giocatore che doveva essere già rossonero quattro anni fa e che invece, come fu come non fu, dette al Milan tanti dolori di pancia in vari derby prima che arrivasse il suo all'Inter: "Ho giocato in tanti club, ma quella del Milan è la maglia più bella"; "Il Milan è più forte dell'Inter, è il club più importante d'Europa"; "Spero davvero di trionfare in ogni competizione, con la mia mentalità voglio sempre vincere tutto, scudetto e Champions"; "Ho lasciato l'Inter per una squadra più forte, poi ho lasciato il Barça perché Guardiola non mi voleva più".

Alt, fermiamoci qui: notato niente? Dai, è facilissimo... questa conferenza stampa di Ibrahimovic ha ricalcato, né una riga di più né una di meno, il solito campionario trito e ritrito di frasi fatte 'made in Zlatan': Ibra che arriva nella squadra dei suoi sogni (ma quanto dorme?), Ibra che ogni maglia che indossa è sempre la più bella; Ibra che vuole vincere tutto, soprattutto la Champions, così come dichiarò quando passò al Barcellona. Caro Zlatan, in tutto questo la sorpresa è che... non ci hai regalato sorprese: praticamente, bastava farsi un giro su Facebook e dare un'occhiata ai tanti link creati ad hoc dai tifosi nerazzurri per avere un'idea di quello che avresti detto quest'oggi. Un copione rispettato alla perfezione, da calciatore giramondo quale sei, caro Zlatan. Adesso vesti la maglia dei cugini e amen, però ricordati una cosa: lo scorso anno facesti bene o male gli stessi proclami e sappiamo tutti, tu per primo, come è andata a finire. Una lezione di vita, oltre che di calcio: i proclami servono a poco, occorrono i fatti. Poi provasti a fare marcia indietro ma fosti respinto da Moratti (o così si vocifera). Ora ci riprovi col Milan, è un tuo diritto, ma visti i precedenti, sentirti recitare il tuo solito script a noi interisti fa solo bene...

Sezione: CALCI E PAROLE / Data: Gio 09 settembre 2010 alle 21:10
Christian Liotta
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.