Tuttosport ripercorre oggi il percorso fatto da Anan Khalaili nella sua giovane carriera, avviata in primis dal padre Majdi, ex portiere, che ha curato personalmente lo sviluppo sia del quasi ex giocatore dell'Union Saint-Gilloise che del fratello minore Yiad

Khalaili sarà il giocatore israeliano più pagato della storia grazie al lavoro svolto negli anni passati. Come raccolto dal quotidiano, l'esterno "proviene da una famiglia di origini arabe e musulmane, nativa della città di Sakhnin, situata a 150 chilometri dalla striscia di Gaza". La famiglia ha cambiato cognome da Khalaila a Khalaili, "visto che già prima tutti lo pronunciavano in quel modo nonostante si scrivesse diversamente" e negli anni il padre ha lavorato su coordinazione, equilibrio, quindi sulla preparazione fisica dai 12 o 13 anni. "Non puntavamo a diventare delle star - sono le parole di una vecchia intervista di papà Majdi -. Mi dicevo stessi crescendo ragazzi con dei buoni valori: rispetto, carattere forte e buone maniere. Lui è sempre stato un ragazzo eccessivamente disinvolto, anche durante le partite. Pensavo che quella disinvoltura fosse un problema, mi sbagliavo, è il suo punto di forza, per lui non c’è differenza tra il giocare davanti a 30.000 persone, piuttosto che a 200".

E ora, a Haifa, altri genitori hanno chiesto all'ex portiere di seguire lo sviluppo dei figli...

Sezione: Rassegna / Data: Ven 10 luglio 2026 alle 09:54
Autore: Antonio Di Chiara
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