Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone e vice-presidente di Confindustria, intervistato dalla Gazzetta dello Sport confessa tutta la sua preoccupazione per il momento attuale. "Come imprenditore, come rappresentante degli interessi di molte imprese e come uomo di calcio. È una situazione drammatica, della quale non abbiamo ancora capito la profondità e non vediamo la via d’uscita - dice -. A livello economico, si sta determinando una crisi di portata biblica. Qui è stata interrotta totalmente l’attività. Il calcio? Molto difficile far ripartire la stagione. Se si sposa la teoria di finire a luglio sarebbe un problema per la stagione successiva. E poi si potrebbe giocare solo a porte chiuse, quindi mortificando lo sport. Bisogna spalmare questa stagione in due, ossia ripartire da dove si era finito, ma solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza. Questa stagione si deve chiudere al 30 giugno 2021, traslando tutti i contratti di un anno: i tesserati così prendono in due anni lo stipendio di uno, avendo lavorato solo un anno".

E chi va a scadenza di contratto?
"Non cambia nulla, ci andrà il 30 giugno 2021. Tutti i contratti si allungano di un anno".

Sponsor, tifosi e tv?
"Si congela tutto, entrate e uscite, e si riattivano quando si riparte. Lo Stato riavrà le sue tasse, i giocatori i loro stipendi, i tifosi avranno già gli abbonamenti e gli sponsor i contratti. Dopo i rinvii di Europei e Olimpiadi è la cosa migliore".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 29 marzo 2020 alle 11:42 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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