Il rigore non dato all’Inter contro l’Atalanta fa discutere. E deve far discutere. Perché è l’ennesima conferma della mancanza di uniformità che, dal campo, passa alla sala VAR di Lissone e sbarca poi negli studi televisivi di chi trasmette le partite e indirizza l’opinione pubblica.

In Serie A i contatti come quelli tra Scalvini e Frattesi sono sempre stati puniti con il penalty, come confermato ieri da Dino Tommasi (RILEGGI QUI) durante l’ultima puntata di 'Open Var'. E in alcuni casi fu proprio l’Inter a farne le spese. Vedi il contatto Dumfries-Alex Sandro, nell’ottobre del 2021, che portò poi Dybala a siglare l’1-1 della Juventus nel finale di San Siro; oppure il tocco di Darmian su Magnani che portò al rigore, poi sbagliato da Henry, nel gennaio del 2024, in un più che discusso Inter-Verona.

Episodio che Luca Marelli, moviolista di DAZN, commentò con queste parole: "Vale il concetto di 'chi arriva prima ha ragione'. Magnani anticipa Darmian e Darmian poi calcia il piede destro di Magnani. Il calcio di rigore ormai è codificato per questa tipologia di episodi"

Lo stesso Marelli che sabato scorso ha invece giudicato così l’episodio Scalvini-Frattesi: "Il contatto tra Scalvini e Frattesi c'è. Frattesi anticipa il giocatore dell'Atalanta e dopodiché c'è un contatto tra i piedi. Non è un vero e proprio calcio, come vedremo da altre immagini: qui naturalmente si tratta di sensibilità, di soggettività". 

Il concetto vale sempre e per tutte le squadre: serve uniformità di giudizio, dentro e fuori dal campo. Altrimenti, sarà sempre e solo un triste mix di confusione e polemiche. Le parole per commentare le lasciamo a voi, a noi bastano quelle pronunciate da Frattesi dopo il mancato fischio di Manganiello e la non revisione al VAR: "Ma come fate?".

Sezione: Copertina / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 21:29
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.