Rischia di saltare l'accordo sulle risorse salva-calcio per quanto riguarda a parte relativa alle scommesse. Dopo lo stop deciso nel Decreto Dignità alle sponsorizzazioni delle aziende di betting per quanto riguarda il calcio italiano, adesso la Federcalcio è tornata a chiedere il loro aiuto in un momento di estrema crisi causata dal virus. Ebbene, secondo il Corriere dello Sport, il piano potrebbe sfumare: le aziende del betting hanno preso coscienza della loro forza e vedono l’idea di 12 mesi di sospensione del Decreto Dignità (per la parte relativa al gioco), proposta dalla Figc, come una soluzione tampone a favore del mondo del calcio, ma non del loro business primario. Dovrebbero supportare (economicamente) il calcio, in questa fase contingente, per poi tornare in soffitta. Quasi un'umiliazione.

In ballo ci sarebbe l'1% della raccolta per le scommesse da girare alla Figc come fondo di garanzia: uno scenario ritenuto impraticabile dai bookies, che - come spiega Marcel Vulpis sul Corsport - si troverebbero a dover affrontare un onere aggiuntivo da sommare ad una tassazione già elevata (per le diverse forme di gioco). "In un momento storico in cui, tra l’altro, i punti vendita fisici (presenti sul territorio) sono stati chiusi per l’emergenza Covid-19 e gli operatori lamentano perdite economiche secche alla pari delle squadre professionistiche - si legge -. In sintesi, l’apertura del calcio nei confronti dell’industria del gioco, (pubblico e regolamentato) può avvenire unicamente organizzando un tavolo di discussione con il Governo, nella logica di una collaborazione più stretta sia sul tema del “gioco d’azzardo patologico”, ma anche e soprattutto su quello della difesa-presidio della legalità, che, proprio in questi giorni di emergenza, rischia davvero di venire a mancare in molte parti del Paese".  

Sezione: Rassegna / Data: Mer 01 aprile 2020 alle 10:58 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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