Il Corriere della Sera propone oggi un'intervista a Bjorn Mannsverk, mental coach del Bodo/Glimt con alle spalle un passato da pilota di caccia in missioni di guerra. "La gente ama gli underdog e quella del Bodo è sempre una bella storia. Per noi è più facile performare, perché in realtà nessuno si aspetta molto da noi e questo ci toglie pressione. Se c'è chi ci sottovaluta? Mi sembra abbastanza ovvio. Non dico che lo abbiano fatto intenzionalmente, ma venire a Bodo è così diverso per le grandi squadre: tutto è piccolo, a partire dallo stadio con 8200 posti. La cosa che sottostimano di più è la nostra capacità di giocare come una squadra. Questo può sorprendere le big: finché non ci incontri è difficile capire di cosa si tratta".

"San Siro? Sarà divertente anche per me tornarci, perché quando ci sono stato contro il Milan era vuoto per la pandemia. Ci stiamo abituando ai grandi stadi e in fin dei conti la Norvegia ha vinto a Milano a novembre. Giocatori norvegesi più forti mentalmente? Non posso dirlo, perché non ho strumenti per compararli. Ma sono più forti di quanto fossero prima, meno impauriti di giocare le grandi partite, più leali al piano di gioco. E più forti nell’aiutarsi uno con l’altro e nel reggere la pressione assieme. È un grande cambiamento".

Sezione: Rassegna / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 12:15
Autore: FcInterNews Redazione
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