Intervistato da La Stampa, l'ex nerazzurro Giuseppe Bergomi ricorda Franco Baresi, rivale di tanti derby scomparso ieri all'età di 66 anni: “Abbiamo vissuto insieme anche l’esperienza da tedofori: lui era già ammalato. Si presentò comunque al primo giorno di prove, ma non al secondo per la stanchezza accumulata. Il giorno della cerimonia inaugurale ci convocarono a San Siro sei ore prima dell’evento: Franco arrivò puntuale, con tanta dignità e tanto orgoglio. Io avevo un po’ di ansia e gli dissi: “Non ti preoccupare. Metto l’auricolare e ti guido io”. Lui mi ha risposto: “Beppe, ne abbiamo passate tante insieme e ce la caveremo anche stavolta”. All’entrata nello stadio, vedendo tutta quella gente, era felice e orgoglioso: rappresentavamo Milano. Ora che ci penso è stata anche l’unica volta in cui sono stato io a guidare lui. Prima era sempre stato il contrario”. 

La partita d'addio e il caffè al bar 'interista'

L’insegnamento maggiore di Franco Baresi?
“Ha fatto capire che nella vita bisogna saper soffrire: andò in Serie B col Milan, ma non si fece problemi a rimanere in rossonero. Fu ricompensato vincendo tutto da capitano e leader assoluto. Franco rimarrà una bandiera universale, quasi trasversale, non solo milanista: bello che anche oggi, in un mondo pieno di negatività e critiche, metta d’accordo tutti. Anche tanti miei amici interisti stanno inviando messaggi di stima profonda e affetto sincero”.

Ha un ricordo in particolare?
“Mi invitò alla sua partita d’addio. “Mi farai prendere un po’ di fischi dai milanisti, ma vengo lo stesso”, la mia risposta. “Fregatene”, la sua controrisposta. Così io e suo fratello siamo andati come rappresentanti dell’Inter: fu una serata bellissima, commovente. Ogni tanto ci vedevamo per prendere un caffè: Franco andava sempre nei bar di interisti e non voleva mai venire nel mio, covo di milanisti. “Sto bene qua”, diceva con la semplicità del grande uomo che si sapeva far volere bene da tutti”. 

Sezione: News / Data: Sab 01 agosto 2026 alle 10:39
Autore: Ludovica Ferrante
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