Tra le varie domande poste a Luciano Spalletti nel post Juventus-Genoa c'è anche spazio alla mancata qualificazione al Mondiale della Nazionale italiana. "Come ho vissuto la Nazionale? L'ho vissuta malissimo, malissimo" ha ammesso a Sky l'oggi allenatore dei bianconeri ma reduce dalla batosta con l'Italia all'Europeo. "Quando è finita la partita, mi sono immaginato di essere Gattuso. Il primo pensiero è andato a lui, perché è una persona perbene, è un uomo che ha sentimento e tutte le qualità possibili per essere una persona top in questo mondo. Mi sono detto, ma se io ora fossi stato ancora lì e fosse successa a me questa roba, in quelle difficoltà, in quella temperatura, in quel tipo di stadio lì, in quelle difficoltà che ti crea quel risultato lì, io veramente non sarei uscito da quella situazione. Veramente non so come avrei potuto reagire, perché sono cose che anche se hai le spalle addosso è impossibile non subire. Io l'ho subita tanto quella cosa lì, in una maniera forte, al punto che mi ha praticamente creato una non reazione. Non ce la facevo di più lì a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto per dispiacere".

"Questo non vuol dire che la nostra nazionale non sia forte, perché la nostra nazionale è forte e l'aveva fatto anche vedere con Gattuso che lo è stata. Gattuso, per quanto mi riguarda, mettendo le due punte, 3-5-2, come tutti volevano, ha fatto delle scelte corrette, perché quelli sono i più forti che ci sono ora in Italia. Gli episodi hanno determinato questo, gli episodi. Non è che ora siamo i peggiori di tutti, ma il risultato dice questo. Sì, il risultato dice questo, ma poi c'è la lettura delle partite e il come vanno gli episodi che fanno la differenza. Il calcio è uno sport episodico" ha concluso anche su Gattuso.

Sezione: News / Data: Lun 06 aprile 2026 alle 22:06
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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