Daniele Adani prova a spiegare a La Domenica Sportiva cosa non funziona per i giocatori, dell'Inter e non solo, una volta passati in nazionale. "Alcuni giocatori nei loro club sono più centrati, si sentono in un percorso condiviso. A livello di Lega c'è molta distanza con la Federazione, i giocatori vivono un avvicinamento all'impegno in nazionale e quando tornano nei club hanno un loro fortino dove sono protetti, tutelati, hanno il loro tifo e un linguaggio nel campionato locale che ti fa vivere più centrato".

"In nazionale - prosegue - devi fare un reset, in realtà per l'azzurro dovresti avere un amore incondizionato ma diventa difficile giocare con l'Irlanda del Nord, la Macedonia, in Bosnia e diventa difficile contro avversari più deboli. Prima non succedeva? Esattamente, ma oggi il sistema dei club è diviso da quello della nazionale, c'è quasi menefreghismo della Lega con la Federazione, non lavorano insieme. Quando torno nel club le gambe girano meglio, le giocate mi vengono meglio. Barella era tanto che non giocava così. Dimarco ha numeri di un attaccante in Serie A".

"Questi ragazzi sono sensibili, sono sofferenti, ci tengono. Hanno sofferto e se la porteranno dietro, ma è una fragilità rispetto alla sfrontatezza che se la metti in campo non ti ferma nessuno. Spesso subiamo la maglia azzurra", conclude Adani.

Sezione: Focus / Data: Lun 06 aprile 2026 alle 09:52
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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