Nel corso di un'intervista rilasciata a Chiamarsi Bomber, nell'ambito della presentazione del progetto Athletics Mind, la piattaforma da lui fondata per offrire agli atleti un supporto psicologico e nutrizionale essenziale, Andrea Ranocchia ha ripercorso anche alcune tappe della sua carriera. Compresa, ovviamente, quella vissuta all'Inter: "E' stato un orgoglio indossare la fascia di capitano dell'Inter che prima era di Zanetti, un'eredità pesantina - dice scherzando l'ex difensore -. Ho dei ricordi bellissimi di quel passaggio di consegne, Pupi mi ha aiutato molto in questo senso. La responsabilità era passata da cento a mille, si era alzata la pressione. Rappresentavo l'Inter dentro lo spogliatoio e in giro per il mondo, è stata una cosa complicata perché io non ero pronto in quel momento. La squadra stava vivendo un momento complicato, con tanti cambi di proprietà. Sono comunque cresciuto tanto, anche se in quegli anni non stavo facendo un percorso su me stesso che mi avrebbe aiutato perché avrei capito più cose".

Le gambe che tremano prima di una partita.
"E' normale per tutti, il corpo ti dà dei segnali in quei momenti. La differenza la fa la gestione della paura e dello stress". 

Una volta, nel 2017, Spalletti ti difese dalle critiche di un tifoso.
"Luciano mi ha aiutato tantissimo a livello psicologico, si era esposto in mio favore a livello mediatico e non succedeva da tanti anni. E' stato un segnale molto forte, anche oggi lo ringrazio. Lo reputo un amico, per lui provo affetto". 

Il percorso con la psicologa dell'Inter.
"E' la miglior cosa che mi sia mai capitata. Quando tu superi determinati momenti e li vivi, puoi raccontarli in giro. Parlo anche dei momenti positivi, non solo quelli negativi. Quando l'Inter ci ha messo a disposizione questa figura, mi sono detto: 'Perché no?'. Male che vada non mi fa niente, la stessa cosa la dico a tanti ragazzi. Lo rifarei centomila volte, l'avrei fatto anche dieci anni prima".

Ti sei ritirato a 34 anni.
"Per me non è stato un momento difficilissimo perché la decisione è stata mia. Non avevo più passione e in più venivo da un infortunio bruttissimo. A me è andata bene, ad altri meno. Quando smetti, ti chiedi cosa sai fare. E' lì che devi trovare delle motivazioni per fare qualcosa d'altro. Il mio consiglio è iniziare a studiare e a prepararsi prima". 

Sezione: Focus / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 14:27
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.