In mancanza dell'Italia, Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della FIGC, ha espresso le sue preferenze per i Mondiali parlando ai microfoni del Corriere della Sera: "Tiferò per il Brasile di Carlo Ancelotti e per la Turchia di Vincenzo Montella. L'italia? Non dovevamo metterci nelle condizioni di arrivare a quel punto, a giocare lo spareggio in Bosnia". Tornando alla corsa alla poltrona di Via Allegri, Malagò torna sulle polemiche legate alla sua presunta ineleggibilità: "Non sono così sprovveduto da dire che è una trappola di chi non mi vuole bene. C’è qualcuno che aveva chiesto il commissariamento della FIGC ed è andato avanti per settimane ma non c’erano i presupposti. Poi ci sono stati tentativi, di pochi, di non sostenere la mia candidatura. Io sono assolutamente tranquillo: ho chiesto un parere in materia, il Collegio di Garanzia si è pronunciato in maniera chiara e non ho altro da aggiungere". 

In caso di elezione, Malagò spiega quale sarà la stella polare del suo mandato: "Sono un inguaribile ottimista, ma il contesto non è semplice. C’è un ambiente da ricostruire con energia, idee e nuovi innesti: è evidente che qualcosa si deve cambiare. Ammesso che venga eletto, il progetto guarda lontano, a un orizzonte di sei anni che include la qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro". Infine, smentisce inoltre i contatti con i vari Roberto Mancini, Antonio Conte o Pep Guardiola per la panchina della Nazionale: "Non sarebbe serio. E magari avrei potuto avere altri nomi in testa, perché non mi avete chiesto di Massimiliano Allegri? Perché ha trovato un accordo con il Napoli? Ecco, gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo. Allenare la Nazionale è un dovere, il nuovo allenatore dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo".

Sezione: News / Data: Gio 11 giugno 2026 alle 23:31
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.