"A essere benevoli, c’è stata parecchia confusione. Nel calcio bisogna avere subito le idee chiare, altrimenti il cortocircuito diventa inevitabile e si finisce per pagarlo a caro prezzo". Debutta così Massimo Mauro ai microfoni del Corriere della Sera per commentare la giornata di tensioni vissuta ieri in FIGC. "Come bisognava agire? Andava presentato un pacchetto già pronto. Ogni accordo, compreso quello con il commissario tecnico, avrebbe dovuto essere formalizzato nelle stanze più riservate, non attraverso i media o altri canali".

Considera il presidente della FIGC il principale responsabile?

"No, parliamo di un grandissimo dirigente. Sono stati commessi degli errori, ma la reazione a questa situazione mi sembra comunque confortante. Secondo me, Malagò deve garantire in prima persona il futuro della Nazionale, prendendo determinate decisioni e mettendo tutti nelle condizioni di lavorare al meglio. Ogni discorso deve partire immediatamente dai vivai e dai giocatori italiani da “proteggere”. Con un piano ben costruito, preciso e concreto, in panchina potrebbe sedersi anche l’Uomo Ragno: gli allenatori non segnano. Tutti i nomi emersi sono comunque di ottimo livello. Parliamo di professionisti seri e molto preparati".

Come si orienterebbe nella scelta del commissario tecnico tra Mancini e Conte? Era emersa anche la candidatura di Thiago Motta.

"Mancini, secondo me, è adatto a questo ruolo. Ha già vinto con la Nazionale e, in certi momenti, può essere saggio tornare su nomi sicuri, che sappiano come navigare in determinate acque. Certo, resta aperta la ferita per il modo in cui maturò il divorzio con Gravina, una questione non ancora digerita. Però non viviamo in un mondo di verginelle. Non ho comunque capito l’ostinazione di Maldini e Leonardo nel non voler mai prendere in considerazione la candidatura del Mancio: perché non avrebbero potuto lavorare insieme?".

Conte?

"Non mi dispiacerebbe nemmeno il binomio Conte-Chiellini. Antonio ha sempre ottenuto risultati e sa farlo in tempi brevi. La sua storia parla chiaro, anche con la Nazionale. Il suo fu infatti un ottimo biennio".

E un eventuale outsider, come Thiago Motta?

"Sì, è circolato anche il suo nome, ma sembra ormai un’ipotesi superata. Non è questo il problema principale: dalle nostre parti non mancano gli allenatori bravi. Il calcio italiano, però, deve lavorare sulle fondamenta".

Sezione: News / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 13:24
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.