Giovanni Malagò sta vivendo indubbiamente delle giornate difficili. Nella serata di ieri sono arrivate le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo dai loro ruoli di Direttore tecnico e advisor della Nazionale, ma i problemi per il numero uno della Federcalcio sembrano non essere terminati qui. Come riporta l’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, la Procura federale ha aperto un fascicolo, su segnalazione della Procura del CONI, per far luce su un’eventuale irregolarità della documentazione presentata per la candidatura di Malagò alle scorse elezioni federali. Nasce tutto dal ricorso presentato, durante la campagna elettorale, dall’avvocato ed ex calciatore della Lazio, Renato Miele, che aveva provato a sua volta a candidarsi senza il sostegno delle componenti ed era stato così escluso.

Nel dettaglio, viene citato l’articolo 29 dello statuto FIGC che spiega come 'possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate, se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura'. Gli stessi principi informatori del CONI, a monte, indicano che è 'sufficiente la vigenza di un tesseramento valido' al momento dell’assemblea. Una norma che manifesta chiaramente come per essere candidati alla presidente della FIGC bisogna essere prima tesserati alla Federcalcio stessa. E qui nasce la domanda centrale del ricorso di Miele: Malagò lo era quando ha presentato la documentazione per candidarsi alla presidenza sfidando Giancarlo Abete?.

Sezione: News / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 13:09 / Fonte: Calcioefinanza.it
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.