Il nuovo format della Champions League nasce da un’esigenza sportiva e non da una strategia di marketing. A chiarirlo è Guy-Laurent Epstein, Marketing Director della UEFA, intervenuto durante un panel alla SPOBIS Conference di Amburgo. Nel suo intervento riportato da Calcio e Finanza, Epstein evidenzia come la rivoluzione introdotta la scorsa stagione sia frutto di "un processo sportivo per migliorare la competizione. L’autenticità è fondamentale. Nel calcio abbiamo il lusso di essere estremamente autentici, ma deve rimanere così. Alcuni nuovi formati faticano a trovare il loro posto. Eravamo assolutamente convinti del nuovo format ma ci è voluto tempo per convincerci internamente, perché, nel calcio siamo conservatori. Abbiamo tradizioni nel calcio e siamo abituati a certi modi di giocare le competizioni. E qualsiasi cambiamento nel modo in cui si gioca è un po’ fastidioso. Probabilmente anche i tifosi non avevano davvero capito il concetto di non giocare andata e ritorno".

Uno degli elementi di maggiore fascino del nuovo sistema è legato al peso specifico dei gol segnati e subiti, che ha contraddistinto in particolare l'ultima giornata di questa League Phasee: "È questa la bellezza del formato. Nell’ultima giornata, voglio dire, abbiamo avuto 61 gol segnati in 90 minuti con la classifica che si muoveva su e giù continuamente. È un intrattenimento incredibile, si è dipendenti dai risultati di tutti". Epstein chiosa parlando del futuro della competizione e in generale dei tornei UEFA: "Non prevedo grandi cambiamenti nelle competizioni UEFA. Abbiamo fatto molto lavoro negli anni per sviluppare la Nations League, il nuovo formato delle competizioni per club, e abbiamo adattato la fase di qualificazione degli Europei per uomini e donne per renderle più attraenti. Quindi non vedo il calcio evolversi molto. Non si sa mai. Ma penso che dove siamo oggi sia estremamente forte e destinato a rimanere per un po’ di tempo". Esclusa, comunque, la possibilità di trasferire la Champions fuori dai confini europei: "Singole partite di Champions League in Medio Oriente o Asia? No. Le partite ufficiali fuori dall’Europa sarebbero a detrimento dei tifosi locali dei club e non sta a noi spingere in quella direzione. Sono totalmente allineato con il mio presidente". 

Sezione: News / Data: Ven 06 febbraio 2026 alle 20:26
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
vedi letture
Print