Diversamente da quanto accaduto negli anni scorsi, in questa sessione estiva di calciomercato i battenti hanno aperto al 29 giugno e non al 1° luglio. Il perché di questo spostamento è spiegato oggi da Calcio & Finanza, che svela come dietro il ragionamento ci siano opportunità di tipo contabile. 

Al 30 giugno, infatti, chiudono i bilanci delle società di calcio. Molte cessioni vengono effettuate prima di tale data, ma con validità a partire dal 1° luglio, inserendo delle clausole vincolanti in accordi privati che obbligavano al rispetto delle condizioni pattuite. Il contratto veniva depositato a partire dal 1° luglio, ma in tal modo la plusvalenza poteva essere iscritta già nell'esercizio precedente. Se però ci fosse stato un intoppo nel periodo tra l'accordo raggiunto e il deposito ufficiale, la cessione avrebbe potuto saltare dopo essere stata già messa a bilancio.

Per questo si è deciso di anticipare di un paio di giorni, in modo da poter depositare dei contratti definitivi già prima di chiudere l'esercizio, evitando spiacevole inconvenienti.

Sezione: Mercato / Data: Mar 30 giugno 2026 alle 10:35
Autore: Antonio Di Chiara
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