ASCOLTA L'EPISODIO 102 DE L'OROLOGIO - SILENZIO STAMPA 

All’Inter è iniziato quel duplice periodo dell’anno in cui da un lato bisogna finire la stagione nel migliore dei modi, dall’altro si inizia a programmare il futuro della prossima perché i risultati altalenanti hanno compromesso la credibilità di un gruppo che, anno dopo anno, continua a necessitare di interventi massicci di ristrutturazione.

Dopo le magre figure contro il Bologna e il Verona, a essere finiti sul banco degli imputati sono in moltissimi. Il processo popolare sembra essere giunto alle battute finali, ma c’è ancora molta strada da fare. Certo è che i venti punti persi da situazione di vantaggio sembrano una sentenza inevitabile: è tutto da buttare nella stagione dell’Inter di Conte?

Ovviamente no, e nell’episodio 102 de L’Orologio proviamo a spiegarvi perché. Ci sono delle colpe oggettive per i giocatori, per il tecnico e per la società. Ma i passi avanti sono stati tanti e non si può pensare di cambiare un altro allenatore al minimo scossone. Conte è la miglior garanzia di vittoria che l’Inter ha, in questo momento e deve continuare nel solco tracciato dall’allenatore salentino. Che l’anno prossimo si troverà in una situazione nuova: iniziare il secondo anno di un ciclo senza aver vinto il campionato al suo esordio sulla panchina. Ci sarà una pressione diversa, ma l’Inter 2020/21 potenzialmente può essere la squadra più forte dai tempi del Triplete.

I nodi da sciogliere sono molti: dalle situazioni che non hanno convinto nelle ultime due partite (come il fatto che Conte si sia lasciato sorprendere tatticamente da Juric in due occasioni), alla gestione dei cambi, in quest’episodio fiume de L’Orologio vi raccontiamo cosa si può fare per migliorare, dove intervenire e come l’Inter può arrivare in fondo a questa estenuante maratona. Mancano sette giornate e l’obiettivo minimo è a circa 8 punti dall’essere centrato. 

Il sorpasso dell’Atalanta fa male, anche perché l’obiettivo era quello di guardarsi avanti, non preoccuparsi di chi accorre dietro. Ma il calcio è tiranno e in questo calendario compresso uno svarione di qualche giorno può compromettere definitivamente i sogni di gloria. È successo ancora, a questa Inter.

Da cosa bisogna ripartire? Eriksen non può essere considerato un peso in questa squadra, e il suo utilizzo non deve essere parsimonioso. Uno dei centrocampisti più illuminanti della sua generazione è un talento che non può essere sprecato. Lautaro continua la sua parabola involutiva, mentre Lukaku e Sanchez hanno dimostrato di saper battagliare anche da soli, se serve. Dietro, serve un giro di chiave: Skriniar è apparso in apnea, Bastoni serve come l’aria. A centrocampo, il grosso problema: un reparto decimato forse ha bisogno di un po’ di coraggio, d’azzardo. Agoumé può essere una soluzione, anche per dar fiato a un altalenante Gagliardini che le ha giocate tutte? Contro il Torino servono risposte, anche perché in Europa League il sorteggio sembra fattibile. In Europa, tuttavia, bisogna essere pronti a dar battaglia. Non quello che sta dimostrando l’Inter di oggi. 

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VIDEO - UNDICI ANNI FA LA PRESENTAZIONE DI MILITO E MOTTA: QUANTE GIOIE IN NERAZZURRO

Sezione: L'Orologio / Data: Sab 11 luglio 2020 alle 15:10
Autore: Marco Lo Prato / Twitter: @marcoloprato
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