Così l'allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli commenta in sala conferenze l'esito folle, e sfortunato per la sua squadra, dell'incontro con l'Inter coi cronisti presenti.

Più importante essere allenatoe o psicologo per gestire una sconfitta così?

"Penso sia doveroso ci sia un certo clima. Abbiamo fatto una grandissima partita, poi l'Inter è questa. Abbiamo sofferto ma abbiamo fatto una grande partita, siamo venuti qui con un grande atteggiamento e personalità. Siamo stati in gioco per 80-90 minuti, potevamo fare anche il 2-0 e chiuderla. Dispiace, ma siamo convinti di essere sulla strada giusta. Ho visto una grande Fiorentina che se l'è giocata a viso aperto. Dobbiamo andare avanti, ci meritiamo un risultato importante. I ragazzi devono solo guardare avanti".

Qual è stata la strategia con i cambi? E sul contatto Viery-Thuram il rigore sembrava esserci.

"Erano cambi per fare male, su quel lato c'èra Mkhitaryan che stava soffrendo e allora ho messo due giocatori freschi. Sul finale ho messo un quarto difensivo perché sarebbe stato presuntuoso non vedere cosa ha fatto l'Inter. Se Gnonto segna in quella occasione non si dice nulla sui cambi. Volevo che Dodò spingesse ancora di più visto che Bastoni si era allargato. Dobbiamo essere lucidi e guardare quello che abbiamo fatto, con queste prestazioni ci toglieremo tante soddisfazioni".

Qualcuno però è entrato con l'atteggiamento sbagliato, come Beto. A che livello è?

"Siamo una squadra nuova, ci sta. Mi spiace fare lo psicologo in una squadra importante... Se ne è accorto anche lui, deve essere bravo a mettersi a testa bassa e lavorare. Ho bisogno di lui come di tutti, ho 18-19 giocatori e servono tutti. Valdepenas fino al rigore per me aveva fatto una grande prestazione, sono errori di inesperienza ma se cresce può diventare importante. Ci passeremo anche da questo, abbiamo le spalle larghe. Tra Como e oggi abbiamo messo un  mattone importante, con l'Inter abbiamo messo pazienza a palleggiare e avuto palle importanti; poi con loro non puoi sbagliare il secondo gol. Dobbiamo guardare avanti".

Cosa è cambiato nella prospettiva degli obiettivi?

"Io non ho detto che non si guarda la classifica, ma che è un'altra squadra da assemblare. Se ci sarà da salvarsi occorrerà arrivare a 40 punti, ma oggi non avete visto una Fiorentina che non voleva portare a casa il risultato. Il lavoro deve trovarmi il vestito giusto, questa è la bellezza del mio lavoro: lo devo fare adesso come nella seconda parte della scorsa stagione. Poi ho sempre la maglietta di cotone addosso..."

Sezione: L'avversario / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 15:16 / Fonte: Dall'inviato a San Siro
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.