"Nulla è impossibile". Chissà quante volte Paolo Vanoli avrà pronunciato queste tre parole tra le mura dello spogliatoio dopo averlo fatto in pubblico alla vigilia di Inter-Fiorentina. Partita proibitiva sulla carta per i viola, almeno dando una spulciata alla classifica: zona retrocessione e un cambio in panchina prematuro dopo un mercato che la maggior parte della critica aveva definito 'sontuoso'. E, in effetti, a leggere i nomi in distinta degli undici in campo viene da pensare che individualmente i gigliati non siano niente male. E qualcosa gli ospiti lo fanno vedere subito sulla catena Jimenez-Mastantuono, con il duo che confeziona una punizione interessante dal limite, poi non sfruttata. Il messaggio inviato dalla Fiorentina, chiarito anche nei minuti immediatamente successivi, è inequivocabile: non siamo i punti che abbiamo. Messaggio che l'Inter prova a smentire nel corso del primo tempo, mettendo a nudo le fragilità difensive degli avversari. Al quarto d'ora,dopo un recupero palla caparbio, Nicolò Barella costringe David De Gea alla prima parata, che è ordinaria amministrazione. Successivamente, il portiere spagnolo non deve neanche intervenire sui due tentativi aerei di Carlos Augusto ed Henrikh Mkhitaryan. Stesso copione al 26': l'ex Manchester United accompagna semplicemente il tiro di Andy Diouf che termina al primo anello blu. Le situazioni pericolose le crea tutte l'Inter: il picco arriva al 36' per effetto delle parate consecutive del 43 della Fiorentina, prima prodigioso col piede sul diagonale di Thuram e poi con la mano aperta sull'incornata chirurgica di Francesco Pio Esposito. E così, una partita fin lì soporifera, si sveglia all’improvviso anche per via di due casi da moviola molto simili: due tocchi di mano nelle aree opposte non punibili che comunque fanno alzare i decibel di San Siro. L'Inter chiude in crescendo andando davvero vicina all'1-0 che, a questo punto, meriterebbe: De Gea si supera un'altra volta, ancora su Thuram che manda in scena la stessa azione di qualche minuto prima. Il tap-in di Barella sfila sul fondo. E con quello si chiude il primo tempo. 

SECONDO TEMPO -

Nella ripresa cinque minuti se ne scappano via per perdite di tempo evitabili, ma comunque due cose da annotare ci sono: l'ennesima chance per l'Inter, con Carlos Augusto che non trova per centimetri Thuram. Sulla palla ci arriva Marin Pongracic, che si infortuna e deve alzare bandiera bianca: al suo posto dentro Lopes Viery. Il cambio forzato non modifica la dinamica del match, anzi: l'Inter spinge ancora di più: Thuram rinnova il duello con De Gea, che esce ancora vincitore, in mezzo alle due conclusioni che finiscono fuori di Mkhitaryan e Diouf. Anche Cristian Chivu pesca dalla panchina, accelerando le operazioni dopo una brutta giocata di Esposito: al suo posto entra Bonny. Una scelta logica visto lo sviluppo della partita che, tutto a un tratto, prende una piega diversa e inaspettata: Alex Jimenez, dal nulla, infila la palla sette sorprendendo un Ivan Provedel, fin lì mai impegnato. Un tiro da una distanza troppo ampia per non parlare di qualche colpa dell'ex Lazio. L'1-0 stravolge i piani dell'Inter, che ha ovviamente fretta di pareggiare subito. L'opportunità sembra esserci e anche di quelle più ghiotte, quando Thuram entra in area e viene sgambettato da Viery. Tutti pensano all'assegnazione del calcio di rigore, ma devono ricredersi subito. Barella e compagni non si arrendono e attaccano a testa bassa, quella di Carlos Augusto che due volte coglie clamorosamente la traversa a De Gea battuto. In mezzo anche Bonny sfiora l'1-1 scavalcando De Gea con un sombrero prima di farsi anticipare dal ritorno difensivo di un avversario. L'inerzia è tutta nerazzurra, ma la Fiorentina in ripartenza sfiora il 2-0: l'ex Wilfried Gnonto obbliga Provedel al primo intervento degno di questo nome della partita attorno all'80esimo. Appena dopo la triplice sostituzione di Chivu: Dimarco. Sucic e Zielinski sono gli uomini prescelti per l'assalto finale. Anche perché gli unici attaccanti disponibili sono due ragazzi dell'Under 23. Uno di questi, Matteo Lavelli, viene gettato nella mischia, all'85', al posto di Barella. E' la classica mossa della disperazione che partorisce l'1-1: proprio mentre lo speaker annuncia i 6' di recupero, Thuram duetta con Diouf nei pressi dell'area poi si inventa un colpo da biliardo che va in buca d'angolo. Il pareggio non basta all'Inter, che infatti schiacchia la Fiorentina nella sua area fino a conquistarsi il rigore. Con chi? Ovviamente grazie a Tikus, maltrattato da Valdepenas. Sul dischetto va Piotr Zielinski che non sbaglia e firma il 2-1 definitivo. "Nulla è impossibile" come diceva Vanoli. Una profezia che si è avverata a metà. Poi. però, nel recupero ha vinto la squadra più forte, che meritava di più.

Sezione: Focus / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 14:32 / Fonte: dall'inviato a San Siro
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.