Nicola Berti non ha perso il suo entusiasmo per l'Inter. L'ex centrocampista nerazzurro, sempre presente a San Siro e particolarmente attivo sui social, ha commentato il momento della squadra di Cristian Chivu in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi soprattutto sul successo ottenuto in Champions League contro lo Shakhtar. Una vittoria che ha riportato entusiasmo nell'ambiente interista e che Berti considera particolarmente significativa. "Pepo martedì ha fatto tre parate straordinarie dopo le cavolate con Real e Bruges. Ora sembra che gli spetti un po' di panchina ed è giusto, così torna riposato e carico per il derby", ha dichiarato parlando di Josep Martinez. L'ex nerazzurro ha poi ricordato un episodio curioso della partita: "È stato provocato e purtroppo ci è cascato. È una bellissima persona. Quell'episodio mi ha ricordato una cosa simile successa a me in un derby".

Berti promuove Esposito e Carlos Augusto: "È il migliore"

Nel corso dell'intervista, Berti ha parlato anche dei protagonisti della formazione nerazzurra, spendendo parole positive per alcuni giocatori che stanno trovando sempre più spazio. Su Francesco Pio Esposito il giudizio è netto: "È un genio. Esposito per l'Inter è il top". Apprezzamento anche per Carlos Augusto, protagonista della vittoria europea: "Diouf, che in questo momento mi piace moltissimo". Berti ha poi commentato le condizioni di Lautaro Martinez, ancora indisponibile: "No, affatto", ha risposto alla domanda se l'assenza dell'argentino rappresenti una preoccupazione.

Su Barella: "È un capitano vero, io lo adoro"

Tra i giocatori più apprezzati dall'ex centrocampista c'è Nicolò Barella, diventato uno dei principali riferimenti dello spogliatoio nerazzurro. "Il mio mito assoluto. È un capitano vero, io lo adoro", ha dichiarato Berti parlando del centrocampista. L'ex giocatore ha poi ricordato anche un episodio legato alla crescita di Barella: "Quando è arrivato all'Inter era sempre un po' nervosetto, ma poi è diventato il comandante che vediamo oggi". E ancora: "Chi lo critica non si rende conto delle partite che fa, dei chilometri che percorre. Gli manca solo qualche gol importante".

Un ricorso sulla Fiorentina: "A Firenze mi diedero del mercenario"

La sfida tra Inter e Fiorentina rappresenta un appuntamento speciale per Berti, che in carriera ha indossato entrambe le maglie. Il passaggio dai viola ai nerazzurri, avvenuto nel 1988, provocò forti reazioni tra i tifosi fiorentini. "Mi fecero passare per un mercenario. E io non lo sono per niente. Mi avevano venduto al Napoli, ma c'erano anche altre squadre come il Milan, la Juve. Poi è arrivata l'Inter e io, con una mamma interista, non potevo dire di no". L'ex centrocampista ha ricordato anche l'ostilità vissuta al ritorno a Firenze: "Però quando sono tornato per la prima volta a Firenze da avversario, mi sono tremate le gambe come non mi era mai accaduto in carriera".

Berti avverte Chivu: "Serve sistemare la difesa"

Nonostante l'entusiasmo per i risultati, Berti ritiene che l'Inter abbia ancora qualcosa da migliorare, soprattutto nella gestione della fase difensiva. "Chivu deve sistemare la fase difensiva. I gol presi sono troppi ed è l'unica nota negativa di questo inizio di stagione". L'ex centrocampista ha poi sottolineato le difficoltà incontrate dai nerazzurri nel mantenere l'equilibrio, pur riconoscendo la qualità del lavoro svolto dall'allenatore. "Chivu deve sistemare la fase difensiva", ha ribadito, indicando nella solidità il principale aspetto sul quale lavorare. Poi, alla domanda sulla possibilità che Fiorentina e Venezia rappresentino due occasioni favorevoli per conquistare sei punti, la risposta è stata secca: "Certo. Deve".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 08:58
Autore: Ludovica Ferrante
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