La corsa alla presidenza della FIGC si trasforma in una battaglia sempre più serrata. La Serie A è divisa tra chi continua a sostenere Giovanni Malagò e chi, invece, lavora per portare Adriano Galliani alla guida della Federcalcio. Una sfida che coinvolge direttamente i principali dirigenti del calcio italiano e che potrebbe cambiare gli equilibri federali in vista delle elezioni del 14 dicembre.

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, Giuseppe Marotta e Luca Percassi sarebbero i principali promotori della candidatura di Galliani, senatore di Forza Italia e figura gradita al governo. I due dirigenti avrebbero intensificato i contatti con le società per costruire un fronte alternativo a Malagò, attualmente commissario della federazione. Quest'ultimo, però, non sembra intenzionato a rinunciare alla propria candidatura. "Vinco anche questa partita", avrebbe confidato ai suoi fedelissimi, dopo aver avuto anche un colloquio telefonico con Galliani.

FIGC, Galliani e Malagò hanno cinque club ciascuno: la situazione in Serie A

La partita si gioca soprattutto sui numeri. Stando alle indiscrezioni riportate dal quotidiano, entrambi gli schieramenti avrebbero attualmente il sostegno di cinque società. Con Galliani ci sarebbero Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa, mentre Malagò potrebbe contare su Monza, Napoli, Roma, Lecce e Bologna. Anche il Torino avrebbe manifestato il proprio orientamento favorevole all'attuale commissario. Restano invece da definire le posizioni degli altri club. Cagliari e Sassuolo sembrerebbero più vicini al progetto di Galliani, mentre Malagò starebbe lavorando per ottenere l'appoggio di Frosinone e Udinese. Particolarmente delicata la posizione della Juventus. Venerdì sera, secondo Repubblica, Carnevali e Ferrero avrebbero partecipato a una cena con Marotta, ma la decisione definitiva del club bianconero dipenderebbe dalla proprietà. Su John Elkann sarebbero in corso pressioni da entrambi gli schieramenti.

Il piano di Marotta e Percassi: bastano dieci club per fermare Malagò

Il nodo centrale riguarda la presentazione delle candidature, il cui termine è fissato al 4 novembre. Secondo la ricostruzione del quotidiano, Marotta e Percassi partirebbero dalla convinzione che nessun'altra componente federale sia intenzionata a candidare Malagò qualora non fosse la Serie A a farlo. Per questo motivo, al fronte favorevole a Galliani non servirebbe necessariamente raggiungere undici voti: sarebbero sufficienti dieci società per determinare una situazione di stallo, impedendo alla Lega di esprimere una candidatura condivisa. I promotori del progetto vorrebbero definire gli equilibri già prima del turno infrasettimanale di campionato, con una possibile riunione tra i club nelle prossime ore.

Malagò, tensioni con i club: pesa anche la nomina di Beppe Signori

Alla base della frattura ci sarebbero anche alcune decisioni assunte da Malagò durante il commissariamento. L'ultimo episodio contestato, secondo il quotidiano, riguarderebbe la nomina di Beppe Signori a capo delegazione della Nazionale Under 20, effettuata senza un confronto preventivo con le società. Una scelta che avrebbe alimentato il malcontento di alcuni dirigenti, già critici nei confronti del metodo di gestione adottato dall'ex presidente del Coni. Le divergenze, tuttavia, sarebbero emerse da tempo e la costruzione di una candidatura alternativa potrebbe essere il risultato di un percorso avviato già nei mesi scorsi.

FIGC, Abete entra in gioco: decisiva la riunione del 28 ottobre

La sfida per la presidenza non si esaurisce però all'interno della Serie A. Un ruolo importante potrebbe essere svolto da Giancarlo Abete, che avrebbe convocato per il 28 ottobre una riunione con le diverse componenti federali. L'obiettivo sarebbe quello di costruire un'intesa attorno a una candidatura alternativa a Malagò. Il confronto entra dunque nella fase più delicata. Il 4 novembre rappresenterà il primo passaggio fondamentale, con la scadenza per la presentazione delle candidature, mentre il 14 dicembre sarà il giorno delle elezioni. Anche un eventuale successo di Malagò nella battaglia interna alla Serie A non garantirebbe automaticamente la sua elezione, considerando il peso delle altre componenti federali. Galliani può contare sull'iniziativa di Marotta e Percassi, mentre Malagò prova a ricompattare i club che lo avevano sostenuto in passato. Sullo sfondo resta il lavoro di Abete, potenzialmente decisivo nella costruzione dei nuovi equilibri.

Sezione: Rassegna / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 11:51
Autore: Ludovica Ferrante
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