"Mi sento benissimo. Stiamo lottando per il titolo, ho segnato un gol in Champions League e ho segnato anche con la maglia della nazionale serba. Al Bruges ho tutto ciò di cui ho bisogno". Intervistato da Nogomania, Aleksandar Stankovic esprime tutta la sua soddisfazione per l'avventura professionale in Belgio: "Questo è un passo avanti rispetto al prestito a Lucerna, dove ho imparato molto. Qui miglioro ogni giorno, ogni dettaglio è curato con attenzione. Il Bruges è un'ottima scelta per i giovani giocatori e credo che questo sia il passo giusto anche per me".

Si parla con insistenza di un possibile ritorno all'Inter del centrocampista classe 2005, complice la recompra che il club nerazzurro può esercitare già in estate per riportare il figlio d'arte a Milano. Stankovic intanto preferisce non alimentare le indiscrezioni: "È bello quando le cose vanno per il verso giusto. È successo tutto in fretta, ma resto concentrato sui miei obiettivi al Bruges. Mi piace giocare a calcio e alla fine è questo che conta di più. Non commenterei le voci, perché le vediamo e le sentiamo tutti".

Nella chiacchierata con il portale sloveno, Stankovic spende parole al miele anche per Samir Handanovic: "È una leggenda vivente dell'Inter. È uno dei migliori portieri nella storia del club. Ha scritto la storia, ha giocato partite difficili, si è fatto carico del peso e della responsabilità. È stato un calciatore eccezionale". 

Infine un passaggio sui fratelli e sul padre Dejan, ora tecnico della Stella Rossa: "In qualche modo abbiamo tutti ereditato il gene del calcio, era il nostro destino. Nostro padre Dejan ce l'ha trasmesso, e Mateu (Ačimović, ndr) l'ha ereditato da mio zio Milenko, con cui vado molto d'accordo. Mio fratello maggiore Stefan non gioca più a calcio, ma lo faceva. Filip sta facendo bene a Venezia. Mateo si sta facendo strada in Slovenia, è ancora giovane, ma so che ha un buon piede sinistro ed è tecnicamente valido. Credo che riuscirà a costruirsi una bella carriera. So come si sente, non è facile a quest'età, ma è un combattente e ha la mentalità giusta. La Stella Rossa? Questa è senza dubbio la mia squadra. Ora che mio padre ne è l'allenatore, sono un tifoso ancora più accanito. Chissà cosa ci riserverà il futuro, ma non mi dispiacerebbe affatto poter indossare un giorno la maglia biancorossa della Stella Rossa". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 18:46
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.