Un deja vù di quelli che ti fanno riflettere. Non è un mistero che la sfida di Champions League contro il Chelsea per Mourinho sia particolarmente emozionante, come il tecnico dell’Inter ribadisce al sito Uefa.com "L'ultima volta che sono andato a vederli giocare (contro il Fulham, fine 2009, ndr) ero attentissimo a ogni dettaglio. Anche il riscaldamento prepartita è lo stesso di quello che facevamo noi. Il modo in cui difendono sui calci piazzati è esattamente lo stesso che praticavano con me. Le posizioni che tengono in occasione dei calci piazzati sono le stesse. A volte giocano con il 4-4-2 con centrocampo a rombo, altre con il 4-3-3, esattamente gli stessi moduli su cui lavoravamo quando c'ero io. È stato emozionante quando sono andato, è stato come tornare a casa, quella è stata la mia casa per tre anni e mezzo. Ma sono andato là con un obiettivo, rivedere tanta gente per la prima volta, ritornare allo stadio per la prima volta. Quando ci tornerò a marzo non voglio provare certe emozioni. Sono andato qualche settimana prima della partita perché quando ci tornerò voglio farlo con la testa libera”. Nonostante il Chelsea sia rimasto lo stesso, Mou non vuole togliere meriti ad Ancelotti: “Penso che tra le qualità di un buon tecnico ci sia anche quella di capire come possano esprimersi al meglio i suoi giocatori, e invece di fare folli stravolgimenti, lasciare solo la propria impronta cercando però di mantenere una struttura che si è rivelata vincente. Quindi credo che Ancelotti sia un ottimo allenatore, e che la squadra si esprima al meglio così. Questa è una grande squadra, una delle migliori al mondo".

Conoscere tutto del Chelsea però non è solo un vantaggio, ma potrebbe ritorcersi contro l’Inter. "Scorro i nomi della squadra e vedo che solo Ivanović e Anelka non sono giocatori di quando c'ero anche io. Tutti gli altri ragazzi c'erano anche durante la mia gestione. Questa squadra non ha segreti per me, ma allo stesso tempo anch’io sono un allenatore senza segreti per loro. Sarà facile per me, ma anche per loro. Io conosco loro, loro conoscono me. Io conosco il loro modo di giocare e di pensare, loro sanno come alleno e come preparo le mie squadre".

La relazione con i tifosi del Chelsea, poi, è particolarmente significativa. Saranno loro i primi ad accoglierlo allo Stamford Bridge a marzo: “I tifosi sono molto importanti. Avevo un grande rapporto sia con quelli del Porto che con quelli del Chelsea, adesso è la stessa cosa con quelli dell'Inter, c’è una buona empatia tra noi, ci vogliamo bene, i nostri tifosi sostengono sempre le squadra e i giocatori, e questo è molto importante". Anche allenando il Chelsea Mourinho ha contribuito alla costruzione di un record incredibile tra le mura amiche, dove in campionato non perde dal 2002 (Porto-Beira Mar 2-3): "Credo sia divertente e allo stesso tempo anche una grande contraddizione perché in casa non giochiamo mai per il pari. Personalmente credo di giocare sempre per vincere in casa e di certo non facciamo mai niente per cercare di ottenere un pareggio e allungare la mia striscia positiva. Non avverto alcun tipo di pressione, il record è già incredibile e per questa ragione sono assolutamente rilassato. Quando arriverà il giorno della sconfitta sarò felice perché finalmente potrò dire: non ho perso per tot anni, non ho perso in casa per tot partite".

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 10 febbraio 2010 alle 14:37 / Fonte: Uefa.com
Autore: Fabio Costantino
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