Prima partita del 2026, prima conferenza stampa pre-gara per Cristian Chivu. L'allenatore dell'Inter è protagonista al BPER Training Centre in Appiano Gentile del consueto incontro con la stampa, nella fattispecie alla vigilia della sfida di domani sera contro il Bologna al Meazza. A seguire le sue parole.
Che partita si aspetta e quali responsabilità sentite?
"Le solite responsabilità di questa società, per le aspettative e le ambizioni. Sappiamo che sarà difficile, contro un avversario che ha messo chiunque in difficoltà perché ha un'identità chiara".
Arrivi a questa partita come ti aspettavi? Perché è complicato battere il Bologna?
"Ha un'identità chiara, intensità, gamba, nelle cose semplici ti mette in difficoltà quando attacca. Ha giocatori sugli esterni che puntano, attaccanti e incursori che riempiono l'area. Poi in difesa ti vengono a prendere a uomo, hanno i tempi giusti, fanno le cose con determinazione. Anche se batti la pressione rientrano in molti".
In cosa deve migliorare la squadra?
"Noi dobbiamo fare le cose meglio, lo diciamo dall'inizio. Le squadre che vogliono essere competitive devono aggiungere qualcosa a quello a cui sono abituate. Senso di responsabilità e ambizione non devono mai mancare".
Le frecciate che arrivano da altre squadre che effetto hanno sui risultati?
"Per me nessuno, per come vedo il calcio, per come sono cresciuto. Ho vissuto molti anni da giocatore e ora da allenatore, per me incide poco. Non ha a che fare con questo sport, deve rimanere tale, non va cercata sempre la critica a prescindere, solo quella costruttiva. La polemica inutile non serve a nessuno".
La tua opinione su Cancelo, visto che se ne sta parlando?
"Preferisco parlare dei miei giocatori, di Luis Henrique, di Diouf, di Dumfries, di Darmian che tra poco rientra. Sono un allenatore che guarda la realtà dei fatti, amo questo gruppo, sono al livello dell'Inter e preferirei parlare di loro".
Come gestirà la rotazione dei giocatori nelle prossime 9 gare a gennaio?
"Penso che quando abbiamo avuto un calendario affollato abbiamo sempre cercato energie fresche, in base agli avversari, ai nostri allenamenti, alla meritocrazia. C'è bisogno di tutti, non è semplice giocare ogni tre giorni. Abbiamo 25 giocatori, 22 di movimento, in grado di scendere in campo rimanendo un gruppo competitivo, non potrei farne a meno. Le energie che spendi sono tante, tutte le partite sono importanti. Nelle responsabilità e nelle rotazioni bisogna trovare la forza di raggiungere i risultati".
L'Inter sta spendendo molti più falli rispetto al passato, è qui che sta migliorando?
"E' la percezione del pericolo, il senso di responsabilità, quando vai a fare pressioni c'è il rischio di essere saltati e bisogna reagire. Ho letto qualche titolo sui giornali in cui ci definiscono squadra di fabbri... Ma è il calcio, mi fa piacere che i giocatori abbiano coraggio, non hanno paura di fare fallo, con l'intenzione di recuperare palla prima possibile per creare qualcosa di importante".
Ci sono i presupposti perché aumenti il minutaggio di De Vrij e Frattesi o teme che lo cerchino altrove?
"Io non temo niente, mi fido della loro professionalità quando vengono chiamati in causa. Sono importanti come tutti, sta a loro come a me scegliere diversamente, ma sono il primo responsabile di ciò che accade. Sono forse quelli che hanno fatto meno, un po' per cause fisiche come per Davide, un po' per scelte diverse visto che abbiamo inserito Akanji in mezzo. Ma abbiamo presente come Stefan si allena, l'esempio che dà. Sicuramente entrambi avranno più opportunità".
Oggi si riesce a segnare spesso sfruttando l'errore dell'avversario, è d'accordo?
"Nel calcio di oggi quando rubi la palla hai più chance di segnare, se fai una manovra lenta l'avversario ti aspetta basso e diventa complicato. Il fatto di rischiare la pressione è perché vogliamo intercettare la palla e attaccare la linea difensiva non organizzata".
All'inizio dicevi che eri preoccupato, poi che hai iniziato a divertirti. Adesso? Chi è la favorita di questo scudetto?
"Divertimento mica tanto, mi diverto perché vedo le solite polemiche, la percezione di certe situazioni di gioco che devono rimanere in campo, mi diverto quando si parla di cose che non c'entrano con la realtà. Ma la percezione fuori è dovuta a tante cose, non mi pesa, mi fa sorridere e mi fa concentrare su come far crescere questa squadra. Favorita? Ci sono squadre in pochi punti, la classifica dice questo, magari tra un mese sarà diverso. Ma adesso tutte hanno le loro possibilità".
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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