"L'Inter meritava sicuramente di più. Apprezzo il modo di giocare della squadra, ma forse, in certe occasioni, qualcosa va rivisto". Così Alessandro Altobelli esprime il suo rammarico per la sconfitta dell'Inter in casa del Real Madrid.

"In Europa ci sono altre forze rispetto alla Serie A. Ci sono top club fortissimi, che ti mettono in difficoltà, ti fanno correre. A me piace in realtà che l’Inter affronti gli avversari a viso aperto, che pensi più ad attaccare rispetto al difendere anche contro rivali di un certo tipo. L’Inter gioca a calcio, non scende in campo per non prendere gol, poi chiaro che si può sempre migliorare. È giusto che parli di fase difensiva e non di difesa. Questo perché quando gli avversari attaccano, tutti devono aiutare. La difesa funziona bene se viene aiutata dai centrocampisti e dagli attaccanti. Quando non c'è la palla, tutti devono difendere tutti. Come succede quando si attacca e i difensori vanno avanti. A livello europeo proprio su questo aspetto si deve stare più attenti. Inter qualificata tra le prime otto della Champions? Per me sì. E lo dico dopo un esordio con sconfitta. Si deve valutare la prestazione e cosa sia in grado di dare nel futuro». 

Secondo Altobelli, "la squadra è forte, costruita bene, i tifosi possono stare tranquilli. Certo, in Europa, come si è visto, è più difficile che in Italia, dove i nerazzurri sono i favoriti per il titolo anche quest’anno. L'errore di Martinez? Lui, come Provedel, è ottimo portiere. Con tutte le competizioni da giocare, ci sarà spazio per tutti. “Pepo”, come tutti i colleghi del ruolo in realtà, inizia la costruzione dal basso. A volte, parlo in generale, mi chiedo a cosa serva. Se rischi di essere in difficoltà, la cosa più bella, più giusta, che si è sempre fatta, è il rinvio del portiere, col pallone che arriva nell'altra area. Così non rischia nulla e puoi tentare di recuperare subito il pallone".

Parlando di singoli, Altobelli fa un passaggio anche sull'altro Martinez, Lautaro. "Mbappé, Kane, lui, saranno 3-4 quelli davvero fortissimi. Non faccio paragoni con nessuno, ma io Lautaro me lo tengo ben stretto". Nessun dubbio anche sul futuro di Federico Dimarco. "Penso che non ci sia manco mezzo problema per il rinnovo di uno dei terzini sinistri più forti del mondo, nonché interista". Infine l'addio di Ausilio. "Mi è spiaciuto, come è dispiaciuto a tutti gli interisti. Nei suoi 28 anni ha fatto tutti i passi giusti per diventare un dirigente importante. Ora è il momento di Baccin, il suo erede, sono convinto farà bene".

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 10:20
Autore: Antonio Di Chiara
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