Se fosse esistito un universo dell'assurdo, siamo sicuri che ieri sera si sarebbe trovato al Bernabeu. Tra Real Madrid e Inter c'è, sin da subito, un chiaro spartito: i nerazzurri controllano il gioco, gli spagnoli approfittano dei clamorosi svarioni interisti senza troppi fronzoli. Come quando Jones e Bisseck si dimostrano indecisi e Mbappé segna. Poi la frittata la cucina Martinez, e Valverde ci mette lo zampino del raddoppio. Nella ripresa i regali sono al contrario, perché le occasioni divorate dai Blancos sono incredibili. E alla fine l'Inter riesce a riaprirla con la rete di Carlos Augusto. Una gara stranissima, con un finale altrettanto da esplorare: l'assedio dei nerazzurri è vano, e i tre punti sono della truppa di Mourinho.

COSTRUZIONE E AUTODISTRUZIONE. Personalità, fin troppa. Nella gestione del possesso, nella verticalità ricercata senza troppe proiezioni ortogonali. Thuram scalda i guanti di Courtois dopo un ottimo sviluppo interista. Le coordinate balistiche del Biscione sono interessanti nella forma e nella sostanza, tant'è che il Bernabeu, poco prima dell quarto d'ora, inizia a fischiare. Il Real fatica, ma è in agguato pronto ad approfittare di ogni piccolo errore. Che arriva, in modo rocambolesco. Jones cincischia, Bisseck non allontana la minaccia e Mbappé si avventa come un falco, trafiggendo Martinez per il vantaggio Blancos. Come se non fosse successo nulla, l'Inter ci riprova a testa bassa e senza fronzoli. Diouf percorre il suo settore di fascia con entusiasmo e rapidità, Calhanoglu calcia potentissimo una punizione dal limite.

LA PROSECUZIONE DEL COPIONE. La reazione c'è. Ma l'Inter fa tutto da sola: conduce il gioco e si fa gol in modo estemporaneo. L'errore di Martinez è marchiano e Valverde ne approfitta subito, raddoppiando. Doccia gelata per i nerazzurri, che mostrano comunque personalità giocando con propositività nella metà campo madridista. Nel finale di primo tempo qualche sviluppo interessante, ma la truppa di Mourinho sfiora il tris con una super-parata di Martinez a evitare la capitolazione. Possesso palla fin troppo eccessivo e responsabilizzante per il Biscione, che si ritrova sul doppio svantaggio a fine primo tempo nonostante un predominio territoriale del gioco, del possesso e anche delle incursioni offensive. Sono mancati, forse, i cambi gioco: fattore determinante contro squadre come il Real che si ritrovano in difficoltà ogni volta che provano a pressare in modo sporadico.

FINALE DA ESPLORARE NELL'UNIVERSO DELL'ASSURDO. Il canovaccio è incredibile perché sembra essere una trama di un film. A inizio ripresa occasioni a raffica per i Blancos che graziano a più riprese i nerazzurri con Mbappé, Bellingham (incredibile) e Brahim Diaz. Il Biscione crea chances, ma non a sufficienza per impensierire un superlativo Courtois. L'Inter non molla e arriva a costruire l'opportunità che Lautaro consegna all'inserimento perfetto di Carlos Augusto per riaprire la contesa. Il gol interista fornisce impulsi energetici alla squadra di Chivu, che continua a spingere, lasciando ovviamente qualche spazio. Abbiamo visto di tutto, e anche di più: costruzione interista e autodistruzione di entrambe le parti. Ma alla fine esulta il Real. La logica, ieri sera, è stata stravolta.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 08:00
Niccolò Anfosso
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Niccolò Anfosso
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Giornalista pubblicista nato nel 2000. Laureato con il massimo dei voti in Scienze della comunicazione. Cresciuto a pane, sport e libri. Alla continua ricerca della perfezione