Romelu Lukaku continua a essere infallibile dal dischetto (non sbaglia un penalty dall'agosto 2017...), ma ancora non viene considerato il totem che era nella sua prima esperienza all'Inter. Lo conferma il gatto che Inzaghi, nelle notti di gala, continua a preferirgli Dzeko nonostante il digiuno del bosniaco che dura ormai dalla Supercoppa di metà gennaio.

"Questa condizione di panchinaro pesa molto su Romelu, che morde il freno e vorrebbe spaccare il mondo partendo sempre dall’inizio - conferma la Gazzetta dello Sport -. È vero che in campionato ha dilapidato un tesoro di occasioni tra Fiorentina e Salernitana con errori inammissibili, ma rispetto al passato ha mostrato un’esuberanza fisica mai vista in stagione. Sente un feeling col suo corpo che non avvertiva da un anno e mezzo ormai: adesso non c’è traccia delle tossine post-infortunio e i dati fisici alla Pinetina dicono che è il più in palla tra le punte. Non che serva poi tanto vista la condizione dei colleghi: se Edin aspetta il gol da tre mesi, Correa è a digiuno da ottobre e Lautaro in evidente affanno".

Resta aperto il discorso sul futuro: svolta o niente prestito-bis secondo la rosea. "I sette gol totali segnati fino a questo momento sono pochi per convincere l’Inter a imbastire una nuova operazione col Chelsea, ma davanti ci sono due mesi per far cambiare idea alla società: ne serviranno altri, non solo su rigore. Molto dipenderà ovviamente anche da chi siederà sulla panchina 2023-24, se ancora Inzaghi o un tecnico più Lukaku-centrico". Intanto domani, col Monza, tornerà titolare con la speranza di insidiare Dzeko anche per il ritorno col Benfica.

Sezione: Focus / Data: Ven 14 aprile 2023 alle 08:25 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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