Tornato al gol contro Roma e Como (doppietta decisiva per la rimonta), Marcus Thuram vuole continuare a trascinare l'Inter anche contro il Cagliari. L'attaccante nerazzurro parla senza filtri ai microfoni del canale YouTube della Lega Serie A toccando tanti argomenti, compresi il rapporto con Cristian Chivu, l'importanza di Lautaro Martinez e la crescita di Pio Esposito: "Thuram è sempre stato qua, è vero che ha avuto un po' di difficoltà su alcune partite, ma penso che sia il caso di tutti i giocatori. La cosa più importante è continuare e dare una mano alla squadra. Durante una partita ci sono 90 minuti, in 90 minuti se un attaccante fa gol ma non fa nient'altro, forse alla fine della partita gli daranno il premio MVP. Per me è una cosa abbastanza strana, perché ci sono altri momenti chiave nella partita quando un attaccante o di un giocatore che può aiutare la sua squadra".

L'amore per l'Inter:
"Giocare per l’Inter significa giocare per la storia, ogni volta che scendiamo in campo sappiamo che indossiamo una maglietta che significa tante cose, anche più grandi di noi. In ogni allenamento e in ogni partita facciamo sempre il meglio per rappresentare questa storia. La cosa più importante è aiutare l’Inter e questa squadra ad arrivare al traguardo che vogliamo".

Su Lautaro:
"Lautaro è il nostro leader, il nostro capitano, è lui che ci dà l'esempio e noi tutti prendiamo un po' della sua forza mentale che ci tira in avanti".

Su Esposito:
"Pio è un ragazzo giovanissimo, ma con tantissimo talento e mi sa che lo sa che ha un peso sulle spalle, però noi non dobbiamo farglielo sentire. Dobbiamo lasciarlo crescere in pace e diventerà il giocatore che deve diventare".

Su Chivu:
"È qualcuno molto vicino a noi. Possiamo dire quello che pensiamo davvero. Abbiamo un rapporto molto stretto con lui, tutti i giocatori. Penso che siamo un gruppo che ama scherzare, che ama passare tempo insieme. E quello lo ritroviamo sul campo".

Sul padre Lilian: 
"Come ho convinto mio padre a vivere la vita col sorriso? Con quello che sto facendo adesso, penso. Sono cresciuto con mio padre e con mia madre. Hanno due caratteri molto diversi, però ho preso un po' di due".

Sul fratello Khepren:
"Forse io più di lui perché lui è molto carico perché gioca con il suo fratello grande, ma mi farà sempre strano perché è il mio piccolo fratello e lo vede ancora piccolo". 

Sul carattere:
"La mia persona non si smetterà dopo il calcio. Voglio fare altre cose, voglio aprirmi anche su altre cose del mondo. Il calcio è la mia passione, ma non mi definisce solo questo".

Sezione: Copertina / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 17:38
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.